
Un gruppo di cittadini del comune di Breggia (sostenuto da Insieme a Sinistra e Verdi), ha deciso di lanciare un referendum contro la vendita di quattro beni comunali, approvata settimana scorsa dal Consiglio comunale. In una delle case, ricordiamo, vive attualmente la famiglia Bianchi, che aveva lanciato un accorato appello alle autorità cittadine per chiedere di non dover lasciare lo stabile nel quale si era trasferita nel 2010 su invito del Comune. Un appello rimasto inascoltato, visto che il Consiglio comunale ha confermato la volontà del Municipio di voler vendere le proprietà. Oltre all'ex Casa dei preti, tra gli immobili che verrebbero messi in vendita vi sono anche l'ex asilo di Bruzella, l'alpe di Caneggio e l'ex scuola di Roncapiano-Muggi.
Le quattro abitazioni che si vogliono vendere, precisano i promotori del referendum in una nota, sono di fatto in buono stato e grazie agli affitti portano un contributo alle casse comunali. "La vendita frutterebbe complessivamente circa 1'700'000 franchi che di certo non faranno stare a galla Breggia a lungo" sottolineano i cittadini. "Il piano finanziario del prossimo quadriennio non proietta nulla di buono, a breve il moltiplicatore dovrà essere comunque portato dall’odierno 95 al 100%. Per questo la vendita degli immobili risulta essere un buco nell’acqua. In nome dell’equilibrio finanziario nei conti di preventivo 2016, l’amministrazione comunale sacrifica un patrimonio culturale e sociale di grande potenzialità".
Per i promotori, il diritto di referendum è considerato un freno d’emergenza nelle mani del popolo che viene usato, in questo caso, per tutelare i beni appartenenti alla collettività e al territorio.
"Il Municipio sembra essere miope e gestisce la cosa pubblica con superficialità" aggiungono. "Non ha tenuto in considerazione di valorizzare questi immobili col fine di rendere maggiormente attrattivo questo bel comune periferico. La valle di muggio, premiato paesaggio dell’anno 2014, deve essere gestita in modo intelligente e lungimirante con progetti innovativi e attrattivi. La gente che la abita e la tiene viva, vuole farsi sentire ed esprimere il proprio dissenso sul modo di agire della autorità, le quali sembrano non dare troppa importanza alle peculiarità di chi ci vive e alle componenti del territorio".
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