
Forse non in molti lo sanno, ma nel nostro cantone abbiamo un lago unico al mondo, caratterizzato ad esempio da uno strato d’acqua rosa e da un ambiente primordiale. Stiamo parlando del Lago Cadagno, in Val di Piora, dove questa settimana ha avuto luogo un progetto interdisciplinare della SUPSI, con lo scopo di raccontarne le meraviglie. “È un lago molto particolare, perché composto da due strati d’acqua sovrapposti che non vengono mai mescolati uno con l’altro”, spiega a Ticinonews il ricercatore Nicola Storelli. “È una particolarità molto importante, perché crea nello strato inferiore un ambiente completamente privo di ossigeno, dove i microorganismi anaerobici possono svilupparsi. Questo è fondamentale perché tali microorganismi oggi sono quasi scomparsi, ma ci danno uno sguardo sul passato, dato che sono potenzialmente la base di tutto il percorso evolutivo che la storia ha avuto”.
Promuovere una dimensione scientifica
In particolare, verrà preparata una mostra che sarà inaugurata al Centro di Biologia Alpina a Piora nel corso del 2024, e sarà seguita da un tour nei cinque licei del Ticino. Ma non solo. “Vogliamo capire in che modo possiamo ottenere dei risultati con delle antenne che in qualche modo sensibilizzino il pubblico più generalista, includendo quello turistico, ma soprattutto quello delle scuole, che spesso arrivano qui con dei pullman. Vengono a visitare il luogo, certo, ma c’è anche una dimensione scientifica che noi intendiamo effettivamente promuovere”, precisa il collaboratore scientifico Andrea De Lucchi.
Gli scopi
Sono in moltissimi, tra turisti e locali, a godersi la storia e il paesaggio di questo luogo. Proprio ieri, ad esempio, è passata la direttrice del DECS Marina Carobbio. E come ospite del progetto c’era anche Bruno Giussani, giornalista e direttore europeo di TED. “Lo scopo del progetto è quello di trovare modi per far sì che coloro che passano da qui, riportano con almeno qualche nozione di base sul perché questo lago è particolare, ricercato, studiato in tutto il mondo e osservato da scienziati internazionali”, conclude Giussani.

