
Un grande piano di rilancio dell’aeroporto di Lugano-Agno promosso da privati che contempla un nuovo terminal di tre piani con autosilo sotterraneo da 150 posti, degli hangar per la manutenzione degli aerei, una nuova torre di controllo in posizione più centrale, un albergo con una trentina di stanze e una navetta che colleghi l’area di Agno a quella di Bioggio, a nord della pista, dove è prevista la realizzazione di un centro di competenze aeronautiche.
Il piano sarebbe realizzabile in tempi brevi e consentirebbe di uscire dall’impasse in cui si è impantanata la politica. "Voglio inviare un messaggio positivo - spiega l’imprenditore Silvio Tarchini, tra i promotori del progetto - e innescare un circolo virtuoso per l’aeroporto. I privati ci sono e sono pronti a fare la loro parte". Il prossimo 14 maggio il Consiglio comunale di Lugano dovrebbe finalmente potersi esprimere sul credito da 6 milioni di franchi per la realizzazione di due hangar. Ma è chiaro a tutti che non basterà questa struttura, per di più finalizzata solo al deposito e non alla manutenzione di aerei, per ridare fiato a uno scalo oggettivamente obsoleto. Ci vuole altro e se possibile anche presto.
Perché se malauguratamente Swiss dovesse andarsene e nel frattempo non si fossero trovate altre compagnie, l’aeroporto perderebbe automaticamente anche il servizio di sicurezza garantito da Skyguide. I cui costi di 6 milioni all’anno sono coperti dalla Confederazione ma solo a condizione che vi siano voli di linea.
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