
La procuratrice capo Fiorenza Bergomi entra di petto nel dibattito sulla carenza di organico all’interno del Ministero pubblico. L’emergenza è nota: il numero degli incarti della sezione reati finanziari è in progressivo aumento. In un anno i casi sono passati da 1200 a 1500. Ma è soprattutto la tipologia e la complessità delle inchieste che impone tempistiche lunghe, spesso proibitive per una sezione composta unicamente da 8 procuratori pubblici.
A completare il quadro poco rassicurante le partenze nei prossimi mesi dei due procuratori dimissionari - Roberta Arnold e Nicola Corti - e fra un anno quella del procuratore generale John Noseda. Di qui la recente proposta del Dipartimento istituzioni di nominare – con una norma transitoria - un procuratore straordinario supplementare. Uno-due anni per smaltire gli incarti arretrati. La proposta – ancora al vaglio del Dipartimento delle Istituzioni - piace, ma – commenta Bergomi – difficilmente sarà sufficiente.
La procuratrice Bergomi si dice preoccupata: “Servono mezzi”. E sulla proposta del DI dichiara: “Sono contenta, ma difficilmente un solo procuratore straordinario potrà risolvere la situazione”.
Non solo, secondo la procuratrice capo, assieme a un potenziamento dell’organico del Ministero pubblico fondamentale sarà potenziare anche il reparto REF, reati economico finanziari della polizia cantonale.
Nel video allegato le dichiarazioni della procuratrice ai microfoni di TeleTicino.
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