
Emergono nuovi dettagli sulla vicenda del neurochirurgo dell'Ars Medica sospettato di aver effettuato delle operazioni fasulle. Come anticipato questa mattina dal Caffè, nella sua prima segnalazione alla procura, il medico cantonale Giorgio Merlani aveva parlato di un possibile "pericolo per la salute pubblica".
Nella missiva, datata 8 febbraio 2019, Merlani aveva affermato di avere il "forte sospetto" che il 26 ottobre 2018 fosse stata effettuata un’operazione fasulla alla schiena su una paziente 74enne. In questa missiva (sui cui contenuti la clinica non sarebbe stata a conoscenza) si parlava esplicitamente di un "possibile pericolo per la salute pubblica".
"In ossequio al mio dovere di vigilanza sugli operatori e le strutture sanitarie (articoli 26 e 79 della Legge sanitaria, in combinazione con l’articolo 31 della Legge sull’ordinamento degli impiegati dello Stato che obbliga i funzionari a segnalare notizie di reato) le comunico quanto qui descritto, poiché a nostro avviso ci sono gli estremi per una segnalazione (secondo l’articolo 68 della Legge sanitaria); in particolare un possibile pericolo per la salute pubblica", sono le parole trasmesse sei mesi fa dal dottor Merlani alla procuratrice Marisa Alfier.
Qualche giorno dopo, il 12 febbraio, la procuratrice Alfier risponde chiedendo di segnalare eventuali ulteriori casi di pazienti operati all’Ars Medica che presentassero le stesse caratteristiche della donna 74enne. Un invito, quello della procuratrice, che, col senno di poi, sembra anticipare ciò che si sospettava potesse verificarsi. E infatti al Neurocentro un mese dopo viene operato un paziente che presenta le stesse caratteristiche del caso segnalato da Merlani l’8 febbraio. Analoga patologia neurologica. Lo stesso accade il 16 e il 25 luglio scorsi. In questi ultimi due casi le segnalazioni in procura sono però giunte direttamente dall’ospedale Civico.
Il primo caso
"La paziente - ha scritto il dottor Merlani alla procuratrice - soffriva da tempo di dolori irradianti alla gamba sinistra a causa della compressione di una radice nervosa. È stata operata dal neurochirurgo dell’Ars Medica il 26 ottobre 2018. Subito dopo l’intervento la paziente riferisce di aver avvertito gli stessi dolori che aveva prima dell’intervento. È ‘come se non fosse stato fatto nulla’".
Merlani aveva pure evidenziato come il primo intervento "si sia limitato all’incisione della cute, del tessuto sottocutaneo e a poco altro, senza nemmeno avvicinarsi al problema della paziente".
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