Un polo dell’innovazione a Villa Heleneum
Nella storica villa di Lugano, costruita negli anni ‘30, prenderà sede il Bally Heleneum Lab, un progetto innovativo di sviluppo di cultura, moda e arte che avrà importanti sinergie con le università cittadine. Michele Foletti: “È un grosso valore aggiunto”
Redazione
Un polo dell’innovazione a Villa Heleneum
Immagine © CdT/Gabriele Putzu

Villa Heleneum a Lugano, dopo essere stata a lungo sede del Museo delle Culture, è pronta a riprendere vita grazie al progetto Bally Heleneum Lab, sostenuto dal celebre marchio di moda elvetico e che prenderà il via a partire da settembre 2022. Ma cosa includerà, concretamente? Ticinonews si è recato alla conferenza stampa della Città di Lugano, avvenuta martedì, per intervistare i diretti interessati, a partire dal Ceo di Bally e presidente della Fondazione Nicolas Girotto: “Bally Heleneum Lab vuole essere un luogo in cui favorire il dialogo, dialogo con il mondo dell’innovazione, con le università, con il mondo della cultura, con il mondo dell’arte”, racconta, “è per rispondere a queste sfide che che questo dialogo è necessario e vogliamo dare alla Città di Lugano un luogo per migliorare e provare a rispondere a queste sfide”.

Foletti: “Un polo per fare ricerca in tanti ambiti”
Un progetto che ha subito riscosso entusiasmo anche nel Municipio, come ci conferma il Sindaco Michele Foletti: “È una collaborazione anche con i nostri istituti di ricerca, sia Usi che Supsi, ma non vuol portare solo moda. Vuol anche portare innovazione, sostenibilità, design e architettura, ovvero tutto quanto Bally in 170 anni è riuscita a creare e a mantenere nei suoi archivi. 170 anni di storia non solo svizzera ma del costume e di come è cambiato in questi anni. Quindi sarà un polo dove si potrà fare ricerca in tanti ambiti e credo che questo avrà un grosso valore aggiunto per la Città di Lugano”. E che garantirà anche un impegno economico consistente da parte della Fondazione, che pagherà 120’000 franchi d’affitto i primi due anni e 150’000 a partire dal terzo.

Badaracco: “Progetto scelto tra tre proposte”
Un impegno che sembra testimoniare la volontà di restare a lungo sulle rive del Ceresio. Soddisfatto anche Roberto Badaracco, coinvolto con il Dicastero cultura sport ed eventi: “È uno dei punti più belli della città, con un bellissimo parco usato anche da tutti i cittadini. Noi avevamo sul tavolo questo progetto della Fondazione Bally assieme ad altri due progetti e abbiamo fatto un’analisi molto approfondita a livello economico, culturale e sociale e siamo giunti alla conclusione che il progetto Bally fosse quello più degno di essere premiato e portato in avanti”.

Turismo e cultura
Un progetto da cui ci si attende anche un ritorno a livello turistico, ma non solo. I legami educativi e culturali non mancheranno: “Le sinergie e le collaborazioni, sia con le università che altri enti importanti come il Lac, oltre che la capacità di creare rete, erano per noi molto importanti”, spiega Badaracco, “perché è proprio su queste basi che si possono creare altri progetti che portano un valore aggiunto a tutta la città, ai cittadini e ai giovani che fanno formazione. Possiamo diventare un centro di competenza importante”.

Loading the player...
  • 1