
Sono tante le persone che scelgono le sponde del Ticino da Arbedo su fino a Iragna per assaporare la natura. Bagni e passeggiate sono i protagonisti. Un sondaggio del Dipartimento del territorio ha permesso di fare l’identikit dell’utilizzatore tipo di questi luoghi e uno studio ne ha identificato i punti deboli e i punti forti per migliorarne l’attrattività. Le zone su cui si sono concentrati i tecnici sono quelle di Bosciarina e della Bassa Riviera.
Chi ci va?
Grazie a un sondaggio (a cui hanno risposto soprattutto persone del posto) il frequentatore tipo delle sponde del Ticino ha tra i 21 e i 50 anni e ci va per una passeggiata (39,8%), un giro in bici (21,1%) o per fare il bagno (25%). Se gli chiedete qual è il suo luogo preferito risponderà “i sentieri pedestri e ciclabili lungofiume” nel 29,6% dei casi, la spiaggetta di Arbedo-Castione nel 17,3%. Gettonate anche le pozze degli affluenti o quelle antincendio, così come le spiaggette di Claro e di Gnosca. Chi ci va, ci va spesso. Un terzo di chi ha risposto al sondaggio, infatti, ha affermato di andarci tra le 50 e le 300 volte l’anno (questo probabilmente perché molti ci vanno con il cane).
I punti deboli
Ma come migliorare il tempo passato lungo il Ticino da queste persone? Secondo l’analisi del Dipartimento del territorio vi sono una serie di punti deboli e lo studio può fungere da punto di partenza per le istituzioni nel caso di interventi in zona. In particolare, è stata riscontrata una ridotta accessibilità coi trasporti pubblici (le fermate sono lontane), carenza di posteggi, poche infrastrutture per attraversare fiume e autostrada, discontinuità della segnaletica, poca illuminazione e manutenzione a volte carente. Mancano poi itinerari ciclabili continui e facilmente accessibili dalle zone residenziali. Le strade secondarie, purtroppo, sono usate dagli automobilisti per schivare il traffico, disturbando pedoni e ciclisti. Infine, mancano wc, arredo urbano e zone pic-nic nei pressi dei luoghi di balneazione, i parchi gioco sono poco attrattivi e vi sono luoghi compromessi dal profilo paesaggistico. È su questo punto che Comuni e Cantone dovranno agire nel caso di interventi.
I punti forti
Ovviamente un tratto di fiume così amato ha anche dei punti forti. L’attrattività del paesaggio, un articolato mosaico di ambienti favorevoli alla biodiversità e la zona pianeggiante permette una fruizione facile per tutti. Fiore all’occhiello è poi la quantità e la varietà delle zone dove potersi immergere nell’acqua, sia del Ticino che dei suoi affluenti e non mancano sentieri e percorsi ciclabili.
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