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Ticino
"Un pericoloso attacco al sistema giudiziario"
"Un pericoloso attacco al sistema giudiziario"
"Un pericoloso attacco al sistema giudiziario"
Redazione
10 anni fa
Il gruppo giuristi VPOD è pronto a lanciare il referendum contro la riduzione dei giudici dei provvedimenti coercitivi

Il gruppo giuristi VPOD comunica che lancerà un referendum contro la riduzione (da 4 a 3 unità) dei giudici dei provvedimenti coercitivi - oggetto della modifica dell'art. 70 della legge sull'organizzazione giudiziaria - qualora il Gran Consiglio confermerà la modifica proposta dal messaggio 7184 e dal rapporto di maggioranza. 

"La prevista misura di risparmio" scrive il gruppo, "invero di scarso effetto finanziario (120'000 franchi annui secondo il rapporto di maggioranza, rispetto ad una manovra di complessivi 200 milioni di franchi), è suscettibile di compromettere seriamente la qualità e la tempestività delle decisioni, che i giudici dei provvedimenti coercitivi sono chiamati a rendere in ambiti particolarmente delicati, come ad esempio quello della privazione della libertà personale. Come per altri settori toccati dal pacchetto di misure di riequilibrio delle finanze cantonali (messaggio 7184) - quali quello sociosanitario e la scuola - la corretta dotazione di personale costituisce in effetti il presupposto indispensabile per assicurare la qualità delle prestazioni e, nel caso specifico, della giustizia. Ridurre le risorse qualificate della magistratura comporta inevitabilmente uno scadimento della qualità delle delicate decisioni che la giustizia è chiamata a prendere. Siamo di fronte quindi a un pericoloso precedente, che aprirà la strada verso una rimessa in causa della qualità dell'insieme della giustizia ticinese". 

Entrando nel dettaglio della modifica di legge, diminuendo da 4 a 3 giudici, il gruppo ribadisce che "si diminuiscono le garanzie costituzionali delle persone, intaccando la qualità delle decisioni giudiziarie sui loro diritti fondamentali in merito di carcerazione, ecc., come pure intaccando la qualità delle decisioni relative alla progressione della pena/reinserimento dei condannati. Inoltre la proposta della maggioranza commissionale di trasferire un giurista per affrontare gli arretrati dell'Ufficio del giudice dei provvedimenti coercitivi non cambia il problema di fondo della riduzione del numero dei giudici: ricordiamo che l'inserimento di un giurista supplementare era già stato richiesto dal tribunale per smaltire gli arretrati concernenti l'esame delle richieste di carcerazione di persone che non pagano piccole multe e piccole pene pecuniarie".

"Come ha rilevato il Consiglio della magistratura nella sua presa di posizione del 25 luglio 2016", sottolinea ancora il gruppo giuristi VPOD, "la modifica dell'art. 70 della legge sull'organizzazione giudiziaria, oltre ad essere stata presentata senza coinvolgere la magistratura, non trova alcun fondamento oggettivo nei dati dei rendiconti relativi all'attività dell'Ufficio del giudice dei provvedimenti coercitivi. La modifica inoltre si pone in contrasto con la decisione del Gran Consiglio del 2010 di delegare all'Ufficio del giudice dei provvedimenti coercitivi praticamente tutte le decisioni in materia di applicazione della pena, decisione che è sempre stata valutata positivamente negli anni successivi".

Il gruppo giuristi VPOD invita quindi tutti le persone e le associazioni sensibili al tema a collaborare alla riuscita del referendum e a dare la loro adesione al Comitato di sostegno, scrivendo a: [email protected]

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