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Ticino
“Un patetico tentativo di fare propaganda sulle mie spalle”
“Un patetico tentativo di fare propaganda sulle mie spalle”
“Un patetico tentativo di fare propaganda sulle mie spalle”
Redazione
8 anni fa
La candidata PS al Governo Amalia Mirante replica alle accuse dei Verdi: "Quattro anni fa dove eravate?"

“Un patetico tentativo di fare propaganda sulle mie spalle”. La candidata PS al Consiglio di Stato Amalia Mirante ha respinto al mittente le critiche rivoltele oggi dai Verdi, che in un comunicato stampa la avevano duramente criticata per, citiamo, essersi detta favorevole a un salario minimo di 19 franchi all’ora, “sconfessando pubblicamente il suo partito, che di fatto ha sempre sostenuto di non accettare una soluzione inferiore a 20 franchi orari".

“Alle accuse propagandistiche rispondo con i fatti - ha replicato Mirante, contattata da Ticinonews - A parte che viene fatta una grandissima confusione tra salari netti e lordi, ribadisco di non essere in contrasto con il mio partito, con cui mi sono sempre battuta per un salario minimo il più alto possibile”.

Mirante si è detta “perplessa” dalla presa di posizione degli ecologisti in quanto quattro anni fa era tra i firmatari dell’iniziativa ‘Salviamo il lavoro in Ticino’. “Ho partecipato attivamente alla campagna e prendo atto del fatto che chi mi attacca quattro anni fa non si è visto…”. E su questo punto la candidate socialista ha incassato anche il sostegno delle candidate della lista ‘Più donne’, in particolare da Tamara Merlo e Maristella Patuzzi, che parteciparono attivamente alla campagna.

Da parte dei Verdi, insomma, è stato scorretto “decontestualizzare e strumentalizzare le mie affermazioni”. Per Mirante il problema principale non è legato ai 19 franchi all’ora, bensì alla mancanza di un accordo che in quattro anni avrebbe portato a un salario minimo ben superiore: “Io ho sempre parlato di salario minimo di partenza e del raggiungimento graduale di un retribuzione oraria adeguata. Oggi se ne parla di nuovo ma se avessero raggiunto un accordo in questo senso 4 anni fa oggi saremmo oltre i 20 franchi l’ora”.

“Ora come ora è imperativo trovare una soluzione per dare delle risposte a chi ne ha bisogno come il pane, ovvero a chi - legalmente - prende salari di 12-13 franchi all’ora”. Nessun contrasto, dunque con la sentenza del TF, che nell’agosto 2017 aveva respinto i ricorsi inoltrati da padronato e organizzazioni economiche contro un salario minimo orario di 20 franchi a Neuchâtel? “Come detto il nostro obiettivo è di raggiungere un salario minimo superiore, avremmo voluto ottenerlo in modo graduale ma l’immobilismo di questi anni ci ha rispediti in fondo alla scala”, ha puntualizzato Mirante.

Infine, non è mancata una replica a chi, soprattutto via social, l’ha accusata di essere “poco socialista e molto liberale”: “Ah sì? - ha tagliato corto – Sono assolutamente socialista”.

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