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Ticino
"Un Parlamento che vota norme illegali non è al suo posto"
"Un Parlamento che vota norme illegali non è al suo posto"
"Un Parlamento che vota norme illegali non è al suo posto"
Redazione
9 anni fa
La bordata del direttore di AITI Stefano Modenini sul controllo sistematico dei permessi. Fonio: "Realizzabile e sostenibile"

Nella giornata di ieri il Parlamento ha approvato a larga maggioranza l'iniziativa di Giorgio Fonio, Maurizio Agustoni e Luca Pagani (PPD) "Controllo sistematico dei nuovi permessi" volta a contrastare il dumping salariale. L'idea è di verificare in modo puntuale le condizioni salariali offerte dal datore di lavoro ogni qual volta viene rilasciato un permesso; e, in caso di abuso, sanzionare. L’iniziativa era stata respinta da Governo, PLR e associazioni economiche che, pur non contestando il principio, hanno evidenziato come l’iniziativa ponga dei limiti giuridici entrando de facto in contrasto col diritto superiore.

Non sorprende che una delle parole che più si è udita in sala era proprio questa: legalità. Il primo firmatario Giorgio Fonio, durante il suo intervento, non l’ha mai messa in discussione: “L’iniziativa è realizzabile in quanto mi sembra impossibile credere che nel 2018 non sia possibile implementare, per esempio, i nostri sistemi informatici al fine di verificare al momento dell’inserimento dei dati forniti per la richiesta del permesso, che i parametri previsti per legge vengano rispettati. È sostenibile perché andando a fermare sul nascere situazioni di abuso si potrebbe ottimizzare le risorse umane oggi a disposizione evitando quindi quell’esplosione di costi che alcuni segnalano come controindicazione”.

Di ben altro avviso, come detto, il PLR: "Il rappresentante degli iniziativisti si è guardato bene dal dire che non ci sono le basi legali per attuare l'iniziativa, che esistono degli accordi internazionali. Un parlamento che si dica tale deve rispettare il diritto superiore", aveva ammonito il relatore di minoranza Giorgio Galusero.

“Per intervenire con efficacia, soprattutto per combattere abusi, non bastano buone idee, servono solide basi legali e controlli efficaci, non di facciata. Tutti abbiamo a cuore il mercato del lavoro e tutti vorremmo soluzioni. Risposte miracolose non ne abbiamo, migliori sì”, aveva dichiarato Natalia Ferrara. In aula anche il deputato Jacques Ducry si era smarcato sostenendo che l’iniziativa “non funziona” perché "il Ticino non è una repubblica autonoma".

Ancora più pungente il direttore di AITI Stefano Modenini, che ieri sera ha affidato a Twitter il suo pensiero: “Comprendiamo gli obiettivi dell’iniziativa Fonio ma un Parlamento che adotta norme illegali non è al suo posto. Un nuovo caso di norme che saranno trattate da un Tribunale di questa nazione”.

Se l'iniziativa di Fonio, Agustoni e Pagani vuole 'giocare d'anticipo' mper contrastare gli abusi, per il direttore di AITI essi vanno combattuti 'a valle': "Un Parlamento che a maggioranza vota consapevolmente norme illegali compie un atto grave - ha ribadito - Il dumping salariale va combattuto con misure più efficaci, a posteriori, come già avviene oggi. L'iniziativa Fonio non è invece efficace”.

Dello stesso avviso anche il direttore della Camera di commercio Luca Albertoni: "È un'iniziativa illegale e resta tale anche se s'intende solo sospendere i permessi per la manodopera dell'Unione europea", aveva dichiarato a La Regione.

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