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Ticino
Un panettone...indigesto
Un panettone...indigesto
Un panettone...indigesto
Redazione
11 anni fa
Scoppia il battibecco attorno al brindisi di fine anno celebrato ieri in Gran Consiglio

Voleva essere un momento distensivo dopo ore di dibattimento in Gran Consiglio, ma neanche la panettonata di fine anno sembra esser riuscita a conciliare gli animi dei granconsiglieri ticinesi. Il dolce natalizio è infatti finito al centro di una polemica che sta ribalzando sui social network all’indomani del brindisi.

A lanciare per prima il “dibattito” ci ha pensato la deputata socialista Lisa Bosia Mirra che ha postato su Facebook: “Con tutto il rispetto per chi ha organizzato, trovo vagamente di cattivo gusto riempirsi la bocca di panettone e brindare prosecco quando si stanno votando tagli alla socialità e ai salari” ha scritto la deputata in merito al dibattimento sul Preventivo 2016. “Questo Parlamento ha un enorme difetto: manca una finestra sulla strada perché bisognerebbe guardarle in faccia le persone mentre gli si toglie il pane di bocca".

Un commento non condiviso dal granconsigliere leghista Massimilano Robbiani, che ha ribattuto: “Chi mangia il panettone e beve un bicchierino per i classici auguri di fine anno, e chi mette su Facebook certe cattiverie mentre si lavora in Gran Consiglio. Lavori retribuiti con i soldi dei contribuenti”.

A stemperare i toni ci ha pensato il deputato di MontagnaViva Germano Mattei: “Giusto dibattere, anche duramente, ma ogni tanto va bene anche un momento di convivialità. L'incontro natalizio che ha intermezzato la lunga seduta non deve essere letto quale scandalo ma quale opportunità anche di dialogo. Grazie a coloro che hanno organizzato è offerto questo bel momento, 15 minuti ca. Su quasi nove ore di seduta”.

A dare una chiave di lettura completamente diversa all’evento è la deputata PLR Natalia Ferrara Micocci che, in un post pubblicato sul suo profilo Facebook, ha messo l’accento sull’assenza di numerosi granconsiglieri, dileguatisi nelle ore dopo il brindisi di metà pomeriggio: “Si dice ancora così? Tirare un pacco? Ai miei tempi, chi dava buca, tirava un pacco. Al momento del brindisi ancora quasi tutti presenti, a fine giornata, quando all'alba delle 22 abbiamo terminato la discussione sul preventivo, all'appello mancavano 19 deputati”. Secondo la deputata è stato un peccato calpestare il proprio dovere in questo modo, visto che la strada per risanare le finanze è ancora lunga e va percorsa insieme: “Difficile far quadrare i conti se vince la stanchezza, la fame, la cena di Natale dell'ufficio. Il 2016 è alle porte, chissà che la musica non possa cambiare. E poi dicono dei giovani d'oggi... forse, questa volta, è ai meno giovani che vanno tirate le orecchie”.

A farle eco l'ex deputato PPD Carlo Luigi Caimi: “La pessima abitudine dei deputati, quando le sedute sono lunghe, è di considerare la presenza in Gran Consiglio come una seconda o terza priorità”.

Insomma, non tutti hanno digerito il panettone...

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