
La campagna sull'iniziativa No Billag, conclusasi con la votazione popolare di domenica scorsa, ha decisamente scaldato gli animi di molti ticinesi. Ma un operaio delle Officine FFS di Bellinzona è andato oltre i limiti della decenza. In un post pubblicato su Facebook ha proferito parole pesanti (di cui siamo a conoscenza, ma che non ripeteremo nel rispetto della vittima dell'attacco) nei confronti della consigliera federale Doris Leuthard. La «colpa» della direttrice del Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni – secondo l'uomo – era quella di difendere il servizio pubblico radiotelevisivo. Come se non bastasse, il diretto interessato ha concluso il suo breve scritto con il più classico epiteto dialettale con il quale alcuni ticinesi etichettano i «cugini» d'oltralpe. Comprensibile lo sbigottimento da parte di molti utenti.
La direzione dello stabilimento industriale cittadino, ricevuta la segnalazione, ha subito «cercato il dialogo» con il dipendente, ci confermano le FFS. «In questa discussione il collaboratore ha deciso di rassegnare le proprie dimissioni, entro i termini di disdetta previsti dal contratto», puntualizza l'azienda senza voler aggiungere ulteriori particolari sulla vicenda. Ma i colleghi e i rappresentanti sindacali vogliono vederci chiaro. Come può dimettersi, si chiedono le maestranze, uno che si macchia di un'uscita infelice sui social? Semmai ci si sarebbe potuti aspettare, da parte delle FFS, un ammonimento o eventualmente in ultima ratio il licenziamento, ma non certo le dimissioni...I dettagli a pagina 12 del CdT in edicola oggi, sabato.
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