
Il Segretario di Stato statunitente Mike Pompeo e il consigliere federale ticinese Ignazio Cassis si sono incontrati nella tarda mattina di domenica per tenere colloqui bilaterali in una blindatissima Bellinzona. Al termine dell'incontro le parti hanno tenuto una conferenza stampa poco prima delle 13.00 per informare sui temi affrontati.
I due ministri hanno sottolineato le buone relazioni tra i due paesi: “Con la Svizzera abbiamo sempre avuto uno stretto legame fin dalla fondazione dello Stato federale nel 1848” ha dichiarato Pompeo, sottolineando l’impegno della Svizzera a favore della democrazia e della pace. I colloqui odierni, ha aggiunto, sono il proseguimento dell’incontro avvenuto due settimane fa a Washington tra il presidente Donald Trump e il presidente della Confederazione Ueli Maurer.
Tra i numerosi temi affrontati, il partenariato economico, la cooperazione in materia di sicurezza e le relazioni bilaterali tra i due paesi. Ma a suscitare maggiore interesse è stata la questione con l'Iran e il ruolo di intermediatore della Svizzera. Gli Stati Uniti, ha sottolineato Pompeo, sono disposti a discutere con l'Iran "senza porre condizioni". "Siamo pronti a sederci a un tavolo con loro", ha precisato Pompeo, aggiungendo però che lo sforzo americano volto a fermare "le attività nefaste della Repubblica islamica continuerà". Washington non intende allentare la sua pressione su Teheran, ha sottolineato.
Durante l'incontro si è discusso anche dell'ulteriore peggioramento della situazione in Venezuela. A marzo - ricorda in una nota il DFAE - Cassis e l'ambasciatore statunitense Edward T. McMullen hanno firmato un accordo che prevede l'assunzione da parte di Berna di un mandato in qualità di potenza protettrice per gli Stati Uniti in Venezuela. La messa in atto di tale mandato necessita però ancora dell'approvazione del governo di Caracas.
In merito ad un possibile accordo di libero scambio tra Stati Uniti e Svizzera, i due ministri degli esteri hanno confermato, in linea di principio, l'interesse ad approfondire il tema, scrive nella sua nota il DFAE, senza sbottonarsi. "Un accordo andrebbe a vantaggio di tutti e due i Paesi", secondo Cassis. Il ministro elvetico ha ricordato che per la Svizzera gli Stati Uniti sono il secondo partner commerciale e il nostro Paese è tra i 15 principali partner commerciali degli USA.
Al termine della sessione delle domande, c'è stato spazio anche per un po' di Ticino. "Mi ha fatto molto piacere fare qualcosa per il mio Cantone. Sono onorato che un paese importante come gli USA vedano questi gioielli medievali. È una fierezza" ha sottolineato Cassis, in risposta a un giornalista americano che ha ringraziato per la splendida cornice scelta per l'incontro. "Anche per me è un piacere essere qui" gli ha fatto eco Pompeo.
Nel frattempo, al di fuori delle mura di Castelgrande, un gruppo di manifestanti ha espresso pacificamente la sua contrarietà alle politiche americane in Sudamerica. Un gruppo tenuto d'occhio da un cordone di Polizia.
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