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“Un omicida, ma non un assassino”
“Un omicida, ma non un assassino”
“Un omicida, ma non un assassino”
Redazione
7 anni fa
Ha ripreso questa mattina il processo a Lugano a carico del 57enne macedone: oggi è il turno della difesa dell’imputato

Ha ripreso questa mattina il processo a Lugano a carico del 57enne macedone, accusato ieri di assassinio dalla pubblica accusa per l’uccisione della moglie 38enne il 23 giugno 2017 all’interno del parcheggio della Migros di Ascona.

Oggi è il turno della difesa dell’imputato, rappresentata dall’avvocato Niccolò Giovanettina che fin dall’inizio ha chiesto di rivedere la pena richiesta ieri dal PP Moreno Capella: da assassinio a omicidio intenzionale. “Si può dire tutto” ha dichiarato la difesa “tranne che l’imputato non porti dentro i segni di quanto fatto: si è pentito un milione di volte, ogni giorno e ogni notte”. L’avvocato critica poi l’impianto accusatorio, definito lacunoso e superficiale, sia nello scopo, che nel movente e nelle modalità.

Ma anche la mancata considerazione, da parte dell’accusa, della perizia psichiatrica (che ravvisa una lieve scemata imputabilità e qualifica il gesto quale reazione acuta da stress). Una perizia che correla la perdita della prima moglie dell’imputato, durante un incidente stradale, al rifiuto della nuova moglie. “Il 57enne” rincara Giovanettina “non ha mai elaborato il decesso della prima moglie, cimentandosi in una seconda unione compensatoria. Pedinamenti, controllo esasperato, l’acquisto di un cannocchiale per spiare la nuova moglie, il licenziamento dal lavoro: sono tutti elementi che indicano un disadattamento psichico progressivo dell’imputato, assente prima della separazione dalla moglie. Un’angoscia da separazione potente e drammatica”.

Di qui la richiesta di pena formulata: da 20 a 14 anni, tenendo conto della perizia. La difesa inoltre non si oppone a una misura ambulatoriale e si chiede che nell’espulsione la Corte tenga conto del tempo trascorso dall’imputato in Svizzera, dove è presente tutta la sua famiglia.

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