
Ristorni: sarà blocco bis? La vita, lo sappiamo, è un ciclo. Lo è anche la politica: le stagioni si susseguono una dopo l'altra, ma alla fine, sono sempre 4, i temi che tengono banco nel nostro cantone non fanno differenza. E proprio come l'anno scorso e l'anno prima ancora è il momento dei ristorni delle imposte alla fonte dei frontalieri. Congelarli oppure no? Una domanda quanto mai attuale: diciamocelo, nonostante le trattative e gli incontri della task force, nei rapporti con l'Italia non è cambiato nulla. La Svizzera è sulla black list proprio come lo era due anni fa. Non bastassero poi i malumori causati dalle denunce di mancata reciprocità nel lavoro, il continuo aumento del numero di distaccati e padroncini, ci si è messa anche la Stabio-Arcisate. Il collegamento ferroviario che doveva essere pronto entro il 2015, presumibilmente vedrà la luce non prima del 2017. Se tutto va bene. Perché se la Svizzera i compiti li ha fatti, dall'altra parte della frontiera ritardi e problemi si sono susseguiti uno dopo l'altro. Fino ad arrivare, qualche giorno fa al blocco dei lavori.La proverbiale goccia che ha fatto traboccare il vaso. Goccia che ha spinto il neo direttore del dipartimento del territorio a dichiarare durante piazza del corriere "Non sono affatto contrario ad un nuovo blocco dei ristorni". E Michele Barra è in buona compagnia: proprio come in passato l'idea non dispiace all'altro leghista in Governo, Norman Gobbi. Per decidere c'è tempo fino a fine giugno: e la partita è aperta. Il ruolo dell'ago della bilancia, spetterà, di nuovo, a Paolo Beltraminelli. Difficilmente sia Laura Sadis che Manuele Bertoli daranno il loro assenso. Le stagioni tornano, i temi caldi, anche.
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