
Ha un nome il progetto dei privati per il rilancio dell’aeroporto di Agno: Lugano Airport 2020. "L’ho chiamato così - spiega l’architetto Axel Middeke al Caffè - perché sarebbe realizzabile in meno di due anni. Senza nemmeno dover bloccare l’attività aeroportuale". Ecco dunque una prima replica alle obiezioni rivolte al piano dei privati svelato dal domenicale la scorsa settimana (vedi articolo suggerito). Tra i più critici anche Eugenio Cantagalli, uno dei tre fondatori di Darwin, che dalle colonne del Caffé l'ha paragonato a una "stazione di ultimo grido attorno a dei bianri scassati", ipotizzando "operazioni speculative".
Il sindaco Marco Borradori e il direttore di Lugano Airport Maurizio Merlo hanno concordato sulla necessità di concretizzare gli hangar su cui dovrà esprimersi il Consiglio comunale. Tutto questo senza chiudere la porta ad altre idee: "Se, come auspico, il Consiglio comunale approverà il credito da 6 milioni – ha spiegato Merlo al Caffè - non è che si inizierà a picconare il giorno dopo. Ci siederemo a un tavolo con i privati e vedremo se e come integrare i due progetti"
Gli hangar previsti dalla Città saranno quindi sicuramente preceduti da quelli di Silvio Tarchini, a nord della pista, ma Borradori esclude che si vengano a creare dei doppioni con gli hangar cittadini. “La richiesta di spazi è altissima. E in ogni caso gli hangar di Tarchini sono previsti per la manutenzione, mentre quelli della Città per il deposito degli aerei. Potranno essere complementari". Tarchini si mostra però più cauto sul progetto generale portato avanti con l’ingegnere Dario Kessel. "Attendo di capire la volontà delle autorità cittadine. Io posso essere disponibile a finanziare il progetto. Ma finanzio solo le cose che possono rendere". Una frase sibillina, quest’ultima. Lascia intendere che non sarà per forza evidente trovare un’unione di intenti, e soprattutto un accordo finanziario, tra l’ente pubblico e i privati.
"Chi parla di 2020 è forse un po’ troppo ottimista - sostiene Merlo -. Io mi auguro che si possa procedere speditamente, ma non bisogna dimenticare che ci vuole una domanda di costruzione e ci vuole l’autorizzazione dell’Ufac. Quindi, ora come ora, è prioritaria l’approvazione del credito di 6 milioni".
Tutti i dettagli nell’edizione odierna del Caffè
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