
Un grande foglio di carta stropicciato e strappato che prova a proteggere medici e operatori umanitari. È il nuovo murale realizzato dal duo ticinese NEVERCREW davanti agli Ospedali universitari di Ginevra (HUG) per Medici Senza Frontiere (MSF) Svizzera. L’opera è stata svelata in occasione della Giornata internazionale dell’aiuto umanitario e vuole denunciare gli attacchi contro l’assistenza sanitaria nelle zone di conflitto.
Il murale
Il murale richiama la Risoluzione 2286 del Consiglio di sicurezza dell’ONU, adottata nel 2016 per condannare gli attacchi contro pazienti, personale sanitario e umanitario, ospedali e ambulanze. Il foglio che dovrebbe proteggere le persone raffigurate è però pieno di buchi e bruciature: una metafora, secondo MSF, della distanza tra gli impegni presi sulla carta e la realtà. «La protezione non può limitarsi a parole scritte sulla carta», afferma Micaela Serafini, presidentessa di MSF Svizzera. «Le regole sono chiare, quello che manca è il loro rispetto da parte di tutte le parti coinvolte nel conflitto».
Nell’opera compaiono anche riferimenti all’Hotel Canal di Baghdad, sede ONU colpita nel 2003 in un attentato che uccise 22 operatori umanitari, e all’ospedale di MSF a Kunduz, in Afghanistan, bombardato nel 2015, dove morirono 42 persone.
La scelta del luogo
La scelta di collocare il murale davanti agli HUG vuole creare un ponte tra un ospedale sicuro in Svizzera e le strutture sanitarie minacciate nei conflitti. «Un ospedale deve essere, prima di tutto, un rifugio per le cure, la dignità e l’umanità», sottolinea il direttore generale degli HUG Robert Mardini. Per i NEVERCREW, il foglio rappresenta «un tetto che evoca protezione», mentre i buchi mostrano quanto questa protezione resti vulnerabile. Il messaggio dell’opera è semplice: ospedali, pazienti e personale sanitario non devono essere bersagli.

