
"E’ con immensa tristezza che mi appresto ad aprire questa legislatura ricordando la tragedia che per mano del terrorismo islamico ha coinvolto quattro giovani ticinesi. Non trovo parole adatte per esprimere ciò che sento nel mio cuore. Mi limito ad esprimere, non solo a nome di questo Gran Consiglio ma pure di tutto il popolo ticinese, un pensiero affezionato e profonda vicinanza alle famiglie colpite da questi gravissimi lutti e a quella che spera nel ristabilimento della persona cara, così vilmente offesa”. E’ con queste parole che Silvano Bergonzoli (Lega), il deputato più anziano, ha aperto oggi pomeriggio la seduta costitutiva del Gran Consiglio. “E vi invito ad alzarvi - ha aggiunto - per un momento di raccoglimento”. “Le elezioni del 10 aprile - ha continuato dopo un minuto di silenzio - hanno mutato sensibilmente l’assetto di questo parlamento ed è nostro dovere tenere conto della volontà espressa dal popolo. Il recente responso delle urne ha premiato dei movimenti politici di recente costituzione che, a differenza dei partiti storici, hanno fatto della semplicità di linguaggio e della capacità di leggere la situazione e i bisogni della società ticinese le loro armi vincenti”. E ancora: “Se cerchiamo di capire la sensibilità popolare ci sono delle domande che non possiamo schivare: Ad esempio. Non è forse vero che molti genitori preoccupati per il futuro dei loro figli disoccupati non sanno trattenere sentimenti di rabbia o di disperazione di fronte ad una realtà dove il frontalierato è sempre più diffuso senza che nessuno intervenga ? E non è vero che molte aziende assumono operai frontalieri e stranieri per il semplice fatto che il salario degli operai indigeni sarebbe più alto? Senza poi dimenticare i padroncini che aumentano a vista d’occhio mentre i nostri artigiani stentano a campare ! Senza dire quanti giovani giornalisti e impiegati ticinesi non possono svolgere la loro professione alla Televisione perché manca qualsiasi controllo sul personale straniero che è presente in numero sproporzionato”. Dopo Silvano Bergonzoli ha preso la parola il nuovo presidente del Parlamento, Gianni Guidicelli (PPD) che ha insistito da parte sua sulla problematica del lavoro e sull’unità del Ticino e dei ticinesi. I vari discorsi sono stati intervallati da siparietti musicali. In uno dei quali ha suonato la chitarra pure il nuovo primo cittadino del cantone.
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