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Un mandato 'italiano' per il Centro di dialettologia
Un mandato 'italiano' per il Centro di dialettologia
Un mandato 'italiano' per il Centro di dialettologia
Redazione
9 anni fa
Il Consiglio di Stato ha risposto a Matteo Pronzini (MPS), che chiedeva lumi sui progetti informatici

Il Consiglio di Stato ha risposto all’interrogazione presentata lo scorso 30 novembre dal deputato MPS Matteo Pronzini, che chiedeva dove fossero finiti i progetti informatici del Centro di dialettologia e etnografia (vedi articoli suggeriti). Nel suo atto parlamentare, ricordiamo, Pronzini aveva evidenziato una “mancanza di risultati” di questi progetti, dei quali “non vi sarebbe traccia su internet”.

Nella sua risposta il Governo ha voluto premettere che “non è corretto parlare, come affermato nella suddetta interrogazione, di “mancati risultati” relativamente ai progetti informatici del Centro di dialettologia e di etnografia (CDE)”. Essi infatti “sono stati tutti iniziati, in varia misura realizzati e già fruibili quale banca dati dai collaboratori del CDE”. L’istituto ha avviato inoltre un altro progetto di particolare importanza, mentre a non essere stata ancora effettuata è la messa in consultazione dei risultati per un’utenza più vasta”.

I progetti

I progetti informatici ideati dal CDE sono quindi quattro e tutti in varia misura realizzati: una Banca dati dei soprannomi, una Banca dati dei toponimi, una Banca dati del Lessico dialettale della Svizzera italiana (LSI) - grazie alla quale sono stati avviati altri due progetti: il Repertorio italiano dialetti (RID) e il Dialetto comune della Svizzera italiana (DICSI) - e una Banca dati del Vocabolario dei dialetti della Svizzera italiana (VSI).

I primi due progetti, si lege nella risposta del Consiglio di Stato, sono stati realizzati facendo capo alle competenze dei collaboratori scientifici del CDE. Nel primo caso il CDE si è avvalso anche della collaborazione, a tempo parziale e determinato, di un informatico del CSI. I costi, indicativamente di 250'000 franchi l’anno, “rientrano nell’operatività del CDE, che beneficia di un sostegno dall’Aiuto federale per la lingua e la cultura italiana”.

Nel caso del terzo progetto (banca dati LSI-RID) sono stati spesi circa 273'000 franchi, “una parte dei quali coperta da contributi provenienti da un programma Interreg e inizialmente anche dall’Aiuto federale per la lingua e la cultura italiana”. Da questa banca dati è stato possibile sviluppare il RID e pubblicarne la versione cartacea in due volumi. “Ne sono state vendute fino ad oggi più di 2’000 copie, il cui ricavato ha permesso di coprire quasi interamente l’investimento finanziario di questa iniziativa”, ha spiegato il Governo.

Il quarto progetto riguardante il VSI è stato sovvenzionato interamente dall’Accademia svizzera di Scienze Umane e Sociali (ASSUS) per un totale di 95'000 franchi. La stessa Accademia ha recentemente concesso un ulteriore finanziamento di 177'400 franchi sull’arco di tre anni “al fine di inserire nella banca dati degli indici che consentiranno ulteriori ricerche più strutturate”.

I mandati

Il Consiglio di Stato ha in seguito spiegato la modalità con cui sono stati attribuiti i mandati per ogni singolo progetto informatico del CDE.

Nel caso dei primi due progetti informatici nel settore onomastico, essi sono stati svolti dai collaboratori del CDE e, nel caso del progetto dei soprannomi, con il parziale supporto del CSI. Non è stato necessario ricorrere a risorse esterne; non sono pertanto stati attribuiti mandati.

Il terzo progetto, dopo un primo studio di fattibilità del CSI che nel 2016 aveva dato parere favorevole all’iniziativa, è stato assegnato un mandato alla ditta Smallcodes di Firenze, specializzata da anni in progetti di carattere lessicografico, soprattutto per quanto riguarda le lingue di minoranza e riconosciuta a livello internazionale.

Il quarto progetto è stato affidato a due ditte con specifiche competenze: la Prestampa Taiana di Muzzano e la Eurisco SAGL di Massagno, con esperienza nella digitalizzazione di dati linguistici. Per questi due progetti si è proceduto con un incarico diretto e sono state allestite le relative risoluzioni.

Attualmente non sono previsti nuovi progetti informatici. Il Governo, infine, non ritiene opportuno quanto richiesto dallo stesso Pronzini, ovvero congelare i progetti informatici del CDE “fino a quando una verifica approfondita stabilisca le competenze di chi li gestisce e ne garantisca dapprima la fattibilità e in seguito la continuità”.

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