
Si chiama BedrettoLab ed è un’infrastruttura di ricerca, unico nel suo genere, gestita dal Politecnico di Zurigo nel cuore della montagna, ai piedi della Nufenen e del Gottardo. Da circa due anni e mezzo l’istituto, in collaborazione con partner nazionali e internazionali, conduce progetti che affrontano vari temi, dall’energia geotermica alla fisica dei terremoti, dalle biogeoscienze fino allo sviluppo di nuovi sensori. Il laboratorio si trova a metà di una galleria di 5,2 chilometri che collega il Ticino alla galleria di base della Furka. Teleticino si è recato sul posto per scoprire quali esperimenti vengono condotti nelle viscere della montagna. “È il più lungo tunnel delle Alpi che non è cementato e dove si vedono 500 milioni di anni di storia delle Alpi”, spiega Domenico Giardini, responsabile di Bedretto Lab.
I responsabili hanno in particolare illustrato il progetto valter (Validating of Technologies for Reservoir Engineering), promosso dall’Ufficio federale dell’energia che prenderà avvio quest’autunno. Si tratta di una tappa importante per la ricerca sulla geotermia di profondità che consentirà di prevedere in anticipo pericoli di tipo sismico. “Ci sono sensori e chilometri di cavi che ci portano i dati dall’interno della montagna, che vengono poi analizzati dai più moderni sistemi di monitoraggio per vedere come si comporta la roccia quando ci sono dei piccoli terremoti, quando una faglia si muove o quando si inietta dell’acqua”, spiega sempre Giardini. Gli esperimenti Valter forniranno non solo preziose indicazioni per una gestione sicura dei giacimenti geotermici, ma costituiranno anche la base per un proficuo stoccaggio di calore ed energia nel sottosuolo.
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