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Un incentivo fiscale per chi trascorre le vacanze in patria
Un incentivo fiscale per chi trascorre le vacanze in patria
Un incentivo fiscale per chi trascorre le vacanze in patria
Redazione
6 anni fa
Regazzi propone di modificare la legislazione tributaria affinché le spese di pernottamento siano deducibili fiscalmente

Un incentivo fiscale per i contribuenti elvetici che decidono di trascorrere le vacanza in Svizzera quale misura di sostegno al settore turistico. È quanto propone Fabio Regazzi in un'iniziativa parlamentare presentata nel corso della recente sessione straordinaria delle Camere federali, nella quale chiede una modifica della legislazione tributaria affinché le spese di pernottamento siano deducibili fiscalmente. 

Secondo il consigliere nazionale PPD in questo modo si sosterebbe uno dei settori maggiormente colpiti dalla crisi legata al coronavirus e si potrebbe far fronte alle restrizioni alla mobilità della clientela internazionale. "L'unica possibilità per cercare di compensare, almeno parzialmente, l'ammanco di turisti stranieri, è quello di puntare sulla clientela svizzera" scrive Regazzi. "A tale scopo appare pertanto opportuno creare degli incentivi affinché i nostri concittadini trascorrano le loro vacanze in Patria, ciò che permetterebbe loro fra l'altro di scoprire la bellezza e la ricchezza del nostro territorio e della relativa offerta turistica".

Oltre a misure cantonali, comunali o settoriali, per Regazzi un incentivo importante è appunto rappresentato dalla possibilità di una deduzione fiscale per i contribuenti domiciliati in Svizzera delle spese di pernottamento in strutture alberghiere e paralberghiere, segnatamente alberghi, motels, residenze turistiche, appartamenti di vacanza, ostelli e campeggi, "fino a concorrenza di un importo massimo definito, che può essere aumentato per i coniugi e per i partner registrati che vivono in comunione domestica (tali importi devono essere fissati nella LIFD mentre che nella LAID questa facoltà deve essere delegata al diritto cantonale)".

La proposta formulata limita la deducibilità delle spese al solo pernottamento e non prevede un importo preciso, che potrà essere stabilito dopo i necessari approfondimenti. Secondo Regazzi l'ipotesi, da verificare, potrebbe essere "una somma attorno ai 4-5'000 franchi per persona, prevedendo un importo maggiorato per i coniugi e i partner registrati che vivono in comunione domestica". Trattandosi di un provvedimento di natura congiunturale, lo stesso deve avere una durata limitata nel tempo. "Anche in questo caso non si è voluto indicare una scadenza, che dovrebbe tuttavia essere di almeno 3 anni" conclude Regazzi. 

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