
946 milioni di franchi, quasi un miliardo per intenderci: è l’impronta economica che l’Ente Ospedaliero Cantonale (EOC) ha avuto nel 2023, a livello di produzione di valore aggiunto lordo, pari al 2,7% sul totale dell’economia del Canton Ticino. La cifra è calcolata da BAK Economics, su mandato dall’EOC. E prende in considerazione il valore aggiunto generato direttamente dall’ente (674 milioni) e quello prodotto in altri settori economici (272 milioni). "L’EOC si muove in un tessuto interconnesso, quindi compra beni e servizi da altre aziende per svolgere le proprie attività", afferma Raphael Scacchi, collaboratore scientifico dell’istituto BAK, ai microfoni di Ticinonews. "Ad esempio ci sono aziende che producono beni strumentali, oppure medicinali, piuttosto che beni di consumo come alimenti, che beneficiano di questi ordini dell’EOC anche loro a livello di valore aggiunto di occupazione".
L'occupazione
Guardando proprio all’occupazione, l’impatto economico dell’EOC in questo senso è stato pari a 6'930 posti di lavoro equivalenti a tempo pieno, il 3,3% sul totale dell’economia ticinese: 5'196, impiegati direttamente dall’ente; 1'734, generati in altri settori economici. In particolare, commercio, accoglienza, cultura; servizi alle imprese; settore industriale e servizi pubblici. "Noi facciamo questo calcolo partendo dal valore aggiunto, una misura economica che viene solitamente usata per rimunerare salari e stipendi e fare degli investimenti", spiega Scacchi. "Sulla base di quanto è il valore aggiunto prodotto a livelli di effetti indiretti riusciamo a fare una stima e quantificare quali sono poi gli effetti anche a livello di occupazione".
Gli investimenti
Ma realizzando lo studio, l’istituto BAK ha raccolto anche i dati relativi agli investimenti effettuati dall’EOC, ma anche quelli previsti per il futuro. "Parte di questo investimento è il mantenimento dell’infrastruttura già esistente", dice Doris Giulieri, capo area finanza dell'EOC. "Poi abbiamo tutti gli investimenti nuovi: come ad esempio l’anno scorso l’apertura della nuova ala di Mendrisio, oppure i nuovi pronti soccorsi. Inoltre stiamo facendo l’innalzamento del cardiocentro, che prevede investimenti nell’infrastruttura, nelle mura e anche nel settore tecno-medico che serve per curare i pazienti e anche nell’informatica".
La formazione e la ricerca
Un capitolo a parte è stato riservato per la formazione e la ricerca, campo - quest’ultimo - in fermento: basti pensare ai 771 articoli scientifici pubblicati, raddoppiati rispetto al 2019 e ai 370 progetti attivi. Circa 11 milioni i finanziamenti esterni ricevuti. "Si entra in un ambito molto competitivo, come quello tipicamente dei bandi di concorso del Fondo Nazionale Svizzero per la Ricerca", chiarisce Alessandro Ceschi, capo area formazione medica e ricerca. "Ci sono delle possibilità di ottenere dei finanziamenti, nonostante le difficoltà degli ultimi anni, anche a livello europeo. Ci sono poi le fondazioni che generosamente sostengono l’attività di ricerca e che sono centrali. E poi c’è la parte dell’industria farmaceutica, che sviluppa nuovi farmaci e che deve, prima di metterli liberamente a disposizione per il trattamento dei pazienti, provarne l’efficacia, la sicurezza e la qualità", aggiunge Ceschi.

