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Politica
Un gruppo di deputati chiede «più soldi ai Comuni polo»
Redazione
5 ore fa
Un'iniziativa interpartitica chiede che venga riconosciuta la centralità dei comuni polo all'interno della perequazione intercomunale.

Vengono definiti "Comuni polo". Si tratta di città che svolgono funzioni sovracomunali, ospitando - ad esempio - sedi istituzionali, strutture scolastiche post obbligatorie, poli culturali e sportivi. Cose belle, che però hanno un costo. Ma non tutto è finanziato dal Cantone. Così, a Palazzo delle Orsoline, un gruppo di deputati di diversi partiti chiede che questo ruolo venga riconosciuto anche nella legge sulla perequazione finanziaria intercomunale. Una legge che, in sintesi, obbliga i Comuni ricchi a sostenere finanziariamente quelli più poveri. E in questi giorni, rappresentanti di UDC, Lega, PLR e Centro, invieranno un'iniziativa parlamentare generica che va in quel senso. Secondo Alain Bühler, primo firmatario, gli altri comuni devono riconoscere i costi sostenuti dalle città, di cui anche i loro cittadini beneficiano.

Distorsioni finanziarie

Insomma: i firmatari di questa iniziativa, il non riconoscimento della centralità, genera distorsioni finanziarie e non favorisce l’equità. E in effetti numerosi Cantoni svizzeri già lo fanno, fra cui Berna, Vaud e Zurigo, tanto per fare degli esempi. Lugano è il classico Comune polo. Nel 2024 la città ha versato al fondo di livellamento imposto dalla perequazione più di 30 milioni e mezzo di franchi. Stiamo parlando, per intenderci,  più o meno del 40% del totale. Soldi che poi andranno ad altri comuni. Va da sé quindi che  una simile iniziativa sulle rive del Ceresio, è salutata con particolare favore. «Affrontiamo investimenti importanti, pagati dai nostri contribuenti. Non vogliamo ribaltare gli oneri, ma questi investimenti vanno a beneficio dell'intera regione», ha dichiarato Marco Chiesa, responsabile delle finanze, ai microfoni di Ticinonews. Decisamente più critico è Felice Dafond, presidente dell’Associazione dei Comuni Ticinesi. Non tanto perché sia contrario a riconoscere il ruolo di centralità di alcuni comuni ma perché, ci dice, il sistema deve essere completamente riformato. «È vero che altri cantoni considerano i poli in modo diverso, ma la loro geografia è diversa, hanno un unico centro. Inoltre il sistema richiede una totale revisione, inserire un ulteriore tassello non può risolvere i problemi.