
Un'altra edizione di San Provino volge al termine, e lo fa con l'appuntamento con la "Scuola in Fattoria". Questa mattina diverse classi si sono recate ad Agno per imparare a stare in stretto contatto con la natura e gli animali. Partecipazione nutrita in generale, con l'appuntamento che continua ad affezionare i più.
La "Scuola in fattoria"
«Abbiamo bimbi dalla scuola dell'infanzia, ma anche di medie ed elementari. Possono provare attività agricole e conoscere questo mondo toccando, annusando», spiega la responsabile di Scuola in Fattoria Anita Tomaszewska a Ticinonews. Lo scopo non è solo scoprire ed imparare, però: «attività semplici come toccare il coniglietto, vedere le caprette, dargli da mangiare servono anche a sensibilizzare. I bimbi sono sempre molto curiosi e fanno mille domande. E noi siamo molto contenti», prosegue Tomaszewska. L'occasione è colta con grande entusiasmo dalle scuole: «in tante realtà purtroppo non c'è la possibilità di vedere l'animale dal vivo, è molto importante», ci spiega una maestra della zona che abbiamo incontrato con la sua classe. L'obiettivo è anche quello di inserirsi nel solco della tradizione: «anch'io da piccolina venivo sempre a San Provino, è bello venire anche con loro e fargli vedere tutta questa realtà, anche con gli anziani che interagiscono con loro».
Tra tortelli, tradizione e legame affettivo
Non ci sarebbe fiera di San Provino senza i suoi rinomati tortelli. Il segreto? Tanta passione, ci spiega Alessia, membro dei Samaritani di Agno in prima linea alla consegna dei tortelli: «ci vogliono sempre, è la tradizione che ci piace mantenere e la portiamo in avanti», prosegue. L'entusiasmo contagia anche la Gioventù rurale del luganese, che può dirsi soddisfatta del riscontro che ha suscitato, in particolare per capannone ed esposizione degli animali: «siamo molto contenti, dopo diversi anni abbiamo il sole per tre giorni di fila finalmente. Lunedì ci sono diverse classi che seguono la Scuola in Fattoria, è importante portare queste manifestazioni per continuare ad andare avanti». A giudicare dall'affetto del pubblico per la fiera, non c'è dubbio che la manifestazione andrà in avanti ancora per un bel po' di anni: «è il piacere di stare con la gente, è sempre un bell'ambiente», ci racconta un passante. Riveste una particolare importanza anche il legame con il paese: «noi siamo qui per sostenere il nostro coro e poi a me piace la gente... e siamo di Agno, quindi San Provino è sacro». E ancora: «io sono di Agno anche se abito lontano, ma il lunedì torno sempre, tutti gli anni. Prima con bambini, ora da sola. E me la godo».

