
Dal 2 luglio i dipendenti del Settore Anziani di Bellinzona, di rientro dalle vacanze, devono utilizzare uno dei loro giorni di libero per attendere il risultato del tampone, anche se non vengono da paesi a rischio. Lo riporta il gruppo MPS-POP-Indipendenti che accusa il Comune di aver messo in atto una pratica illegale in quanto, come confermato dalla SECO, i datori di lavoro sono obbligati a pagare il salario nei periodi di quarantena o attesa del risultato dei test quando non specificamente ordinati per legge.
Interpellato in merito, il 14 luglio il Direttore della casa anziani di Sementina e Presidente di ADICASI Silvano Morisoli aveva spiegato che l’utilizzo del giorno di libero non avrebbe comportato una penalizzazione sul monte ore o sui giorni di lavoro mensili. Tuttavia, obietta l’MPS, da noi contattato, non è nel diritto del Comune imporre una simile misura ai dipendenti per il rientro da Paesi non presenti nell’elenco delle autorità federali. Come testimoniato infatti dalla SECO, che ha risposto a uno dei dipendenti sottoposti alla misura: “Poiché è il datore di lavoro che le chiede di effettuare il tampone e di stare a casa fino a quanto riceve il risultato, senza che questo venga ordinato per legge, non ha il diritto di imporre di prendere dei giorni di libero o di vacanza”.
L’MPS domanda quindi al Comune di Bellinzona:
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

