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Ticino
Un giorno assieme alla Rega
Redazione
18 anni fa
Mario Agustoni: “Chi è di picchetto e va a casa tiene gli scarponi sotto al letto. E se il telefono suona, via le pantofole e su gli scarponi"

È mezzogiorno a Magadino. Con un orecchio teso al telefono, ci si appresta a mangiare. Alla base della Rega Ticino il pranzo è quasi pronto. In cucina si danno le ultime rimestate a un fumante piatto di orecchiette. Poi, la squadra si siede a tavola con la speranza che il telefono, questa volta, non squilli. “Nel periodo invernale - ci spiega il pilota Mario Agustoni - il pranzo è sempre un’incognita perché gli incidenti sulle piste da sci succedono prevalentemente dalle unici via”. Per i soccorritori della Rega Ticino la mattinata odierna è trascorsa tranquilla. Una richiesta per un trasferimento di persona da Chiasso a Bellinzona è giunta, ma la meteo non ha consentito l’intervento che quindi è stato deviato sull’ambulanza. Nelle ultime due settimane i soccorritori sono intervenuti una trentina di volte. Trentadue per l’esattezza. Prevalentemente si tratta di sciatori incappati in incidenti sulle piste da sci. “L’apice degli interventi, ci spiega il pilota Agustoni, non è in questo periodo dell’anno. Piuttosto in estate. Tuttavia durante il periodo delle vacanze di Natale con la forte affluenza di sciatori sulle piste da sci riscontriamo un netto aumento. Ma non si tratta del periodo più caldo”. L’inverno non sarà il periodo più caldo, ma sicuramente quello che richiede più mestiere per i piloti costretti a fare i conti con una meteo spesso imprevedibile. “In generale d’inverno le condizioni di volo sono più critiche, e questo può comportare dei rischi maggiori. Rischi che tuttavia l’esperienza e la preparazione del pilota sanno valutare caso per caso”. Ogni anno il numero degli interventi della Rega Ticino - che con i suoi 100 mila sostenitori è il Cantone svizzero con più affiliati - si situa tra le 600 e 700 unità. Interventi compiuti rigorosamente 24 ore su 24: Agustoni: “Chi è di picchetto e va a casa tiene gli scarponi sotto al letto. E se il telefono suona, via le pantofole e su gli scarponi. Nei giro di pochi minuti si è in viaggio per la base. Poi si vola”. [email protected]

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