“Un filo di speranza, che si sta spegnendo”
In aggiornamento - Lo staff medico ha aggiornato sulle condizioni del sindaco di Lugano, che sembrano sempre più irreversibili: “Gli sforzi fatti non sono stati sufficienti per ripristinare la funzionalità degli organi, forse dovremo spegnere le macchine”
Redazione
“Un filo di speranza, che si sta spegnendo”
Foto CdT/Gabriele Putzu

Sono gravissime le condizioni di Marco Borradori, con la direzione sanitaria del Cardiocentro che ha spiegato come il sindaco di Lugano presenti danni, probabilmente irreversibili, a tutti gli organi, cervello compreso. Un quadro drammatico e triste evidenziato anche dai medici, che hanno affermato che “siamo attaccati a un filo di speranza, che però va via via spegnendosi”. Troppo ha pesato l’assenza di ossigenazione prolungata, che non si è potuto compensare neanche con l’ausilio delle macchine. In conferenza hanno parlato Tiziano Cassina, primario di cardioanestesia e cure intense, il dottor Giovanni Pedrazzini di Cardiologia e il dottor Stefano Demertzis di Cardiochirurgia.

“Danni a tutti gli organi, cervello incluso”
I medici del Cardiocentro hanno spiegato che i soccorsi purtroppo non sono stati immediati, in quanto il sindaco non è stato trovato subito: “Si tratta dunque di una soluzione molto sfavorevole”. Il sangue non ha potuto dunque raggiungere in maniera ottimale gli organi, in particolare il cervello. Borradori è arrivato al Cardiocentro trasportato dall’ambulanza dopo circa un’ora di rianimazione meccanica e sotto massaggio cardiaco: “Non abbiamo mai avuto evidenza che il cuore funzionasse per conto suo, non presentava battito né attività elettrica”. Si è quindi evidenziato un problema coronarico, che ha causato la fibrillazione: “Il quadro cardiaco era già estremamente avanzato, il cuore era praticamente fermo”. Successivamente su Borradori è stata applicata la cosiddetta “circolazione extracorporea”, in quanto il cuore non era in grado di sostenere il sistema circolatorio. La macchina cuore-polmone è ora in azione da ieri sera.

“Forse saremo obbligati a spegnere le macchine”
Il dottor Cassina ha spiegato che ci si è trovati davanti a un’operazione di salvataggio partendo da condizioni difficili, cercando di recuperare gli organi danneggiati, con il rischio però di una situazione irreversibile: “Malgrado lo sforzo fatto questo non è sufficiente per ripristinare la funzionalità degli organi, i danni sono seri a tutti gli organi, compreso il cervello”. Lo staff dunque non sa “fino a che punto la macchina non riuscirà a supportare in maniera effettiva il paziente. Siamo attaccati a un filo di speranza che si sta spegnendo”. Le cure, hanno aggiunto, “stanno proseguendo su decisione del paziente, più che per decisione medica o della famiglia. Forse saremo obbligati a interrompere il sostegno della macchina: quanto a lungo può funzionare la macchina dipende da Marco Borradori”. “Se ci sono delle chance anche minime” hanno aggiunto i medici, “le sfrutteremo, ma evidentemente è il quadro clinico che decide”.

Alle 9 il Municipio aveva cominciato invece a riunirsi per discutere appositamente della situazione. Già ieri sera il consigliere di Stato Norman Gobbi, visibilmente emozionato, commentando la situazione aveva affermato che “la speranza è appesa a un filo”. Numerose le manifestazioni di sostegno e tristezza sui social, sia da parte del mondo politico, sia sui profili del sindaco, sommersi di commenti e manifestazioni di vicinanza da parte degli utenti.

Roberto Badaracco, intervistato ai microfoni di Teleticino, aveva manifestato incredulità per la situazione parlando anche dello stress a cui era stato sottoposto il sindaco, vista la pandemia e i recenti fatti legati all’ex Macello: “Era sotto i riflettori dopo i fatti di fine maggio, probabilmente è stato uno dei momenti più difficili della sua carriera e quindi posso immaginarmi che interiormente non era sereno”.

Soccorso dai passanti
Borradori aveva avuto un malore ieri facendo jogging poco prima delle 13 ed era stato trovato accasciato a terra dai passanti, che hanno chiamato i soccorsi. Prima è arrivata la polizia e poi l’ambulanza. Non è chiaro, però, quanto tempo sia passato dal momento del malore al momento dell’arrivo dei soccorsi - in quanto come chiarisce il Cardiocentro - nessuno era presente al momento dell’arresto cardiaco. Il sindaco di Lugano si stava allenando per la maratona di New York e anche per la StraLugano. Il sindaco avrebbe dovuto partecipare ieri pomeriggio all’incontro con gli ambasciatori nell’ambito del Festival del Film di Locarno. Stando a quanto afferma La Regione, il sindaco di Lugano è stato raggiunto nel tardo pomeriggio di ieri in ospedale dal fratello Mario in quanto parente più stretto. Mario Borradori, avvocato, era rientrato appositamente da Riccione dove si trovava in vacanza.

Il Municipio di Lugano “si stringe attorno al suo Sindaco”
Il Municipio di Lugano ha appreso nel primo pomeriggio “con profondo sgomento e grande tristezza” del ricovero al Cardiocentro del suo Sindaco Marco Borradori. Le colleghe, i colleghi e il segretario comunale, costernati dalla notizia improvvisa e in apprensione da quel momento, “si stringono in queste ore drammatiche attorno a Marco e alla sua famiglia, esprimendo tutta la loro vicinanza e sostegno”.

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