Cerca e trova immobili
Ticino
Un falso dietro all'espulsione di Yasin?
Redazione
13 anni fa
Sembrerebbe contraffatta, la lettera che ha spinto l'Ufficio della migrazione a respingere il ricorso del 23enne parrucchiere di Bellinzona

Nell'ormai nota vicenda di Yasin Rahmany, il 23enne iraniano di origine curda che avrebbe dovuto lasciare la Svizzera venerdì scorso, emerge una lettera davvero controversa.

Una lettera che l'Ufficio della migrazione ha preso in considerazione al momento di respingere il ricorso di Yasin contro la sua espulsione, ma che apparentemente sembrerebbe falsa.

A pubblicare la missiva, oggi, sono La Regione e Ticinolibero. Entrambi i media fanno notare come questa lettera, che si considera essere stata scritta dall'ambasciata elvetica in Iran, presenti tutta una serie di lacune che fanno dubitare della sua veridicità.

Tra vari strafalcioni (il nome di Yasin Rahmany è scritto in tre modi diversi), carenze (mancano l'intestazione, le referenze, la data e la firma) ed errori di lingua (un inglese alquanto claudicante), sono molte le perplessità che sorgono dalla lettera inviata dall'ambasciata all'Ufficio della migrazione per verificare la veridicità di un ordine di comparizione davanti alla giustizia iraniana presentato in Svizzera da Yasin.

Nella lettera l'ambasciata nega che Yasin sia in pericolo in Iran. Lui però ha sempre sostenuto il contrario. E così anche il suo legale, avvocato Mario Branda, che già nel secondo ricorso al Taf aveva contestato la lettera in questione. Senza però ottenere risposta.

Intanto il Consiglio di Stato ticinese sta valutando se chiedere all'Ufficio della migrazione di concedere un permesso di soggiorno per motivi umanitari al giovane parrucchiere di Bellinzona. Il fatto che la decisione di espellerlo si sia basata anche su questa lettera perlomeno dubbia, potrebbe forse aprire un nuovo spiraglio. Forse. Perché per ora si resta nel campo dell'incertezza, in tutti i sensi.

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata