
Da anni e annorum, 19 per la precisione, la legge cantonale che regola l’attività dell’Ente ospedaliero stabilisce che nel Consiglio di amministrazione debba esserci un consigliere di Stato. Una consuetudine tutta ticinese prevede che a sedervisi sia il direttore del Dipartimento della sanità e della socialità (DSS). Si tratta di un unicum a livello svizzero in quanto nella stragrande maggioranza dei cantoni il ministro alla guida della sanità sta al di fuori dell’ente ospedaliero.
Le cose, però, potrebbero cambiare. Per alcuni partiti politici non sarebbe neppure così male se nel suddetto CdA non vi sia più un membro del Governo. Un'idea, ribadita al Caffè dal capogruppo PLR Alex Farinelli, che ha già raccolto consensi. "La Lega - spiega il capogruppo Michele Foletti - ha avanzato questa proposta ai tempi di Patrizia Pesenti". Dello stesso avviso il capogruppo PPD Maurizio Agustoni: "Non vedo la necessità di un consigliere di Stato nel Cda dell’Ente".
L’unico scettico è il socialista Ivo Durisch, secondo cui è necessario che ci sia un rappresentante del Consiglio di Stato all’interno del Consiglio dell’Ente ospedaliero. "Serve a sottolineare l’importanza della presenza politica e quindi anche di una volontà politica. E il rappresentante del governo, così noi pensiamo, è giusto sia il direttore del Dipartimento della sanità e socialità".
Tuttavia, se proprio deve esserci un membro dell'Esecutivo, non deve per forza essere il direttore del DSS. Per il PLR potrebbe essere il ministro delle finanze, Christian Vitta. Ma in questo caso il sostegno esterno sembra vacillare. Per il PPDF è "una proposta strampalata". Agustoni pensa piuttosto alla figura di un delegato nominato dall’esecutivo. Proposta non condivisa dal capogruppo leghista.
Insomma, evidenza il domenicale, tre capigruppo, tre proposte diverse. Con un denominatore comune: nessuna "comprende" l'attuale direttore del DSS Raffaele De Rosa.
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