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Arbedo-Castione
Un doppio anniversario che fa pensare anche al presente
©Gabriele Putzu
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Teleticino
4 anni fa
Festeggiamenti in grande stile e con ospiti d'eccezione per i 600 anni dalla battaglia di Arbedo e il bicentenario della fusione fra Arbedo e Castione.

Sul campo, ad affrontarsi, ci sono da un lato i soldati del Ducato di Milano, con le sue brame di conquista della Leventina e della Riviera. Ad attenderli al varco sono le truppe elvetiche, in inferiorità numerica ma pronte a tutto pur di difendere i territori a Sud dei passi alpini. È la storica battaglia di Arbedo, di cui ieri, alla presenza di numerose autorità, è stato celebrato il 600esimo anniversario. Una battaglia terminata sì con la sconfitta dei confederati, caduti sul campo però con onore. Lo scontro è così entrato a giusto titolo nel mito nazionale rossocrociato. "Noi non festeggiamo la sconfitta", commenta a Ticinonews il sindaco di Arbedo-Castione Luigi Decarli. "Vogliamo onorare i caduti e ringraziare coloro che garantiscono la nostra sicurezza sul territorio nazionale".

"Un lavoro costante e non scontato"

Un territorio diverso per lingua, cultura e costumi, ma che in passato ha saputo mostrarsi sempre coeso quando si è trattato di difendere valori come la libertà e la democrazia, ha voluto ricordare il presidente della Confederazione Ignazio Cassis, richiamando al presente. "In Ucraina per esempio la pluralità con le sue differenze, le egemonie territoriali e la sottomissione di una lingua a un'altra stanno causando una guerra", precisa ai nostri microfoni il consigliere federale ticinese. "È sempre stato così nella storia dell'uomo. Qui ricordiamo i confederati germanofoni che aiutano i leventinesi e gli abitanti della Riviera contro i Duchi di Milano. Scopriamo così di essere di fronte a degli interessi comuni che sono difesi, malgrado le differenze". Una lezione da trarre secondo Cassis: "Questa è la Svizzera, ma questo è un lavoro quotidiano, non scontato e non gratuito, per il quale siamo tutti chiamati a impegnarci".

© CdT/Gabriele Putzu
© CdT/Gabriele Putzu

Festeggiata l'aggregazione... ma quella di 202 anni fa

Con due anni di ritardo a causa della pandemia, ieri ad Arbedo-Castione si sono ricordati pure i 200 anni dall'aggregazione tra i due borghi, la prima del Canton Ticino. "Abbiamo anticipato un tema di cui oggi si parla ogni giorno", commenta il sindaco Decarli. Ad Arbedo-Castione, d'altronde, negli ultimi anni si era tornati a parlare di fusione, in questo caso con la Grande Bellinzona. Il Comune ha però deciso di non unirsi alla Capitale. A distanza di sette anni da quel rifiuto alle urne, c’è forse un po' di pentimento? "Assolutamente no!", risponde sicuro Luigi Decarli. "Come abbiamo sempre fatto, continuiamo a collaborare con la Città e con altri Comuni, con lo scopo di garantire i migliori servizi possibili".