
Catene, volti sofferenti, il diavolo in azione. Quello che pian piano sta riaffiorando dalla controfacciata della cattedrale di Lugano è proprio un frammento del Giudizio universale. L’affresco si intravvedeva già da inizio ‘900, ma soltanto ora, con le moderne tecniche di pulitura e le sovvenzioni cantonali e federali, si sta procedendo al suo recupero, strato dopo strato.
Di epoca romanica, come attesta l’iconografia, è tra i tesori più antichi della chiesa. “Per datarlo con precisione occorrerà attendere la fine dei lavori di restauro”, spiega Lara Calderari dell’Ufficio Beni Culturali, responsabile del cantiere. “Ma le espressioni dei dannati, continua, lasciano intendere sia stato dipinto nel XII secolo”. Ossia nel basso Medioevo, quando l’uomo come essere terreno cominciò ad acquisire interesse. Un cambiamento di mentalità che precedette l’Umanesimo.
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