
Diventare pastore o pastora con una formazione strutturata e completa: è l’obiettivo del nuovo corso sviluppato dall’Unione Contadini Ticinesi (UCT) in collaborazione con la Divisione della formazione professionale (DFP/UFCI) e il Centro professionale del verde (CPV) di Mezzana. Il progetto sarà presentato lunedì 13 aprile alle 18.30 alla Città dei mestieri della Svizzera italiana, a Bellinzona.
L'iniziativa
L’iniziativa si inserisce in un contesto particolare: il 2026 è stato proclamato dall’ONU anno dei pascoli e dei pastori, a sottolineare l’importanza di una professione «antica ma più che mai attuale». Oggi, infatti, il ruolo del pastore va ben oltre la semplice sorveglianza degli animali: durante la stagione alpestre contribuisce alla gestione dei pascoli, collabora con gli alpigiani e si confronta anche con escursionisti e ciclisti. Negli ultimi anni il settore è cambiato profondamente. L’aumento del carico di lavoro, la presenza dei grandi predatori e l’introduzione di misure di protezione – come i cani da guardiania – hanno trasformato la gestione tradizionale dei greggi. «Professionisti qualificati sono sempre più richiesti», sottolineano i promotori, evidenziando come l’offerta attuale non riesca a soddisfare la domanda. A pesare è stata anche la mancanza, finora, di una formazione specifica in lingua italiana. Un vuoto che il nuovo corso intende colmare, anche alla luce della mozione presentata nel 2023 per la creazione di una scuola di pastorizia in Valle di Blenio.
Formazione
Il percorso formativo, sviluppato con il contributo di diversi attori del settore – tra cui la Sezione dell’agricoltura del DFE, Agridea e la Società ticinese di economia alpestre – mira a fornire competenze pratiche e teoriche: dalla gestione degli animali alla sicurezza personale, fino ai diritti e doveri professionali. Il corso è aperto sia a chi desidera avvicinarsi per la prima volta alla professione, sia a chi vuole approfondire le proprie competenze. I moduli saranno tenuti da esperti del settore e combineranno teoria e pratica, con una fase intensiva prevista tra metà maggio e inizio giugno. La presentazione del 13 aprile sarà aperta al pubblico, con possibilità di partecipazione anche a distanza previa iscrizione. L’auspicio dei promotori è di suscitare interesse in Ticino per «una professione stimolante e intrigante», oggi più che mai necessaria.

