
Fra pochi giorni il Consiglio di Stato riceverà sul proprio tavolo il dossier sul pacchetto normativo per regolamentare il commercio al dettaglio. Secondo quanto riportato da Il Caffè, oltre la metà dei commercianti ha detto di sì al contratto.
Il Governo potrebbe emettere il decreto necessario per il via libera alle nuove regole su orari, salari minimi e aperture festive dei negozi, già a metà del prossimo anno. Il quadro legislativo attuale che regola il commercio è del 1968.
Paolo Locatelli, del sindacato OCST, spiega al Domenicale di aver trasmesso al Consiglio di Stato i dati relativi al quorum di firme necessarie per il nuovo contratto collettivo a luglio.
"Questo pacchetto di norme - spiega Locatelli - è un grande passo avanti. Introduce la tredicesima, dice basta all'orario "spezzatino" delle commesse e dei commessi, garantisce salari minimi, stabilisce che il sabato si chiuda alle 17, giovedì sempre alle 21 e gli altri giorni alle 19. In più su rischiesta ci saranno 5 giornate festive d'apertura. Insomma c'è più elasticità, certo, ma ci sono anche più garanzie per i lavoratori".
A dissociarsi da OCST, Federcommercio, Disti (grande distribuzione), Società impiegati di commercio (Sic) e Sindacati indipendenti ticinesi (Sit), c'è solo il sindacato UNIA, il quale ha già fatto intendere che una volta che verrà pubblicato il decreto farà ricorso.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

