
È un ritrovamento inusuale, e per certi versi stomachevole, quello occorso a una signora che si trovava in un porto privato di Vira Gambarogno. La donna, come riporta “La voce del Gambarogno” ha infatti notato un cervo che galleggiava in acqua. Dopo più attenta osservazione, si è però resa conto che del cervo, in acqua, vi era solo la pelle. Ma come può essere finita nel lago la pelle di un cervo? L’ipotesi più accreditata, anche secondo lo stesso portale del Gambarogno, è che qualcuno abbia abbattuto l’animale abusivamente, visto che in questo periodo la caccia non è aperta, e si sia poi disfatto della pelle gettandola in acqua. Pelle che di regola, come ci spiega il presidente della Spab, Armando Besomi, andrebbe consegnata al centro cantonale. “Le viscere possono essere lasciate nel bosco, ma la pelle e le ossa devono essere consegnate alla centrale di raccolta delle carcasse” ricorda Besomi. "Qui siamo di fronte a una violazione alla legge sulle epizoozie. Se tutti si mettessero a gettare carcasse nella natura, ci sarebbe un forte pericolo di trasmissione di germi e malattie.” Contro questo rischio, però, la natura ha già il suo rimedio. “Noi ci battiamo per proteggere le volpi e i corvi, perché sono loro che tengono pulito ed evitano germi che possono infettare i corsi d’acqua” conclude Besomi. Volpi o non volpi, l'episodio di Vira resta una grave violazione della legge, che verosimilmente sfocerà in una denuncia.
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