
Il traffico di Lugano è un enigma che pare impossibile da risolvere per gli umani. Pensate invece se, al posto dell’uomo, fosse l’intelligenza artificiale a controllare le vetture? Un sogno? Non proprio. La città da qualche tempo ha infatti deciso che sarà l’intelligenza artificiale a controllare i semafori cittadini.
"Visto che l'intelligenza non artificiale non ci riesce, o brancola un po' nel buio, potrebbe essere qualcosa di sorprendente" spiega il sindaco Marco Borradori ai microfoni di TeleTicino. "Non nascondo che abbiamo avuto dei contatti con Jürgen Schmidhuber - che è uno dei padri dell'intelligenza artificiale - che abita e lavora a Lugano. Ci ha detto che il problema degli impianti semaforici può essere molto migliorato nelle nuove tecniche. Noi abbiamo detto: Proviamo. Abbiamo parlato anche con il Cantone che è disponibile a fare questo test - che è già partito, ci stanno lavorando. Magari si riesce a fare qualcosa che sta impegnando, occupando e facendo arrabbiare anche molti cittadini di Lugano".
I colleghi di TeleTicino hanno quindi contattato Jürgen Schmidhuber, condirettore dell'Istituto Dalle Molle per l’intelligenza artificiale, che, tra le altre cose, ha creato le reti neurali che fanno funzionare Alexa e Google Assistent. Che almeno lui possa dare un cervello al PVP?
"Con la città di Lugano stiamo studiando quale sia il modo migliore per usare l’intelligenza artificiale per tradurre i dati che riceviamo dai sensori del traffico in decisioni più efficaci per migliorare il flusso del traffico" racconta Schmidhuber. "Perché sia meno fastidioso per i pedoni che spesso attendono davanti a un semaforo anche senza auto per strada, e così via. Vi sono molti modi per migliorare la situazione del traffico a Lugano e stiamo esplorando quanto in là ci possiamo spingere".
Il limite infatti è solo l’immaginazione, o meglio la capacità di reti informatiche che imitano il cervello umano di macinare dati e migliorarsi nel loro settore di applicazione. "Queste intelligenze artificiali auto apprendenti" prosegue Schmidhuber, "possono essere usate per migliorare la sanità, per controllare dei robot e delle automobili. Ma possiamo anche usarle per costruire una città intelligente in grado di imparare ad analizzare i dati che arrivano dai sensori del traffico, dalle videocamere oppure da qualunque altra fonte, e prevedere quale decisione sarebbe la migliore per aumentare, ad esempio, lo scorrimento del traffico oppure ridurre l'inquinamento".
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