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"Un certificato antiterrorismo per naturalizzarsi"
"Un certificato antiterrorismo per naturalizzarsi"
"Un certificato antiterrorismo per naturalizzarsi"
Redazione
10 anni fa
I deputati leghisti Gianmaria Frapolli e Boris Bignasca ne chiedono l'introduzione al Consiglio di Stato

La Svizzera sarebbe toccat in misura sempre maggiore da fenomeni come la diffusione del fondamentalismo islamico e l’infiltrazione di organizzazioni criminali di stampo mafioso. È quanto sostengono i deputati leghisti Gianmaria Frapolli e Boris Bignasca.

"I recenti attentati in Francia e in Germania hanno in comune un retroscena di idee fondamentaliste incompatibili con i valori, i diritti e le libertà delle democrazie occidentali e sono il risultato del fallimento della gestione dei flussi migratori e delle politiche d’integrazione incentrate sul multiculturalismo", sostengoni i due firmatari.

"I fondamentalisti che ottengono la cittadinanza svizzera rappresentano un serio pericolo per la sicurezza del nostro paese, tanto che vi sono svariati casi di cittadini svizzeri naturalizzati che sono diventati membri dell’ISIS. Nel contesto attuale delle naturalizzazioni facili, favorite dai partiti storici, va azzerato il rischio che vengano naturalizzati stranieri di tendenze fondamentaliste: sia per i pericoli legati al terrorismo e sia per difendere e tutelare i diritti e le libertà svizzere da idee sovversive che impediscono l’integrazione e creano un retroterra favorevole all’espansione dell’integralismo islamico".

Per Frapolli e Bignasca non va sottovalutato nemmeno l’infiltrazione di organizzazioni mafiose legato ai flussi migratori. "Sono innumerevoli i fatti di cronaca riguardanti la presenza di cosche mafiose nel nostro paese, che coinvolgono cittadini naturalizzati - sostengono - Anche in questo caso va azzerato il rischio che vengano naturalizzate persone appartenenti ad organizzazioni criminali mafiose".

Inoltre, la naturalizzazione impedirebbe l’espulsione di soggetto affiliato ad organizzazioni fondamentaliste, terroristiche o mafiose. "Spesso si tratta di persone a carico del nostro stato sociale che vivono di assistenza e che a causa della naturalizzazione non possono più venire espulse".

I due firmatari chiedono quindi al Consiglio di Stato di introdurre l’obbligo di un certificato antiterrorismo e di un certificato antimafia per ogni domanda di naturalizzazione.

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