
Dalle prime di ore di questa mattina un centinaio di dipendenti della Walo Bertschinger - impresa leader nel ramo dell’edilizia, che conta oltre 2’500 dipendenti in Svizzera - ha incrociato le braccia in Ticino, in particolare i dipendenti delle sedi di Taverne e Iragna. Il motivo è legato alla gestione delle vacanze in seguito al coronavirus.
Da un lato i vertici dell’azienda hanno deciso di sottrarre recuperi e periodi di ferie arretrati per compensare le giornate perse durante il lockdown in Ticino, unico Cantone ad aver attivato una finestra di crisi. Stando a informazioni di Teleticino in alcuni casi sono stati sottratti fino a 27 giorni di recupero. Dall’altro c’è il problema delle vacanze future. La ditta ha chiesto ai dipendenti di non prendere le ferie in agosto, mese “sacro” per l’edilizia, per far fronte agli impegni accumulatisi. I dipendenti hanno quindi dato mandato ai rappresentanti sindacali per trattare con la direzione.
Due gli accordi individuati dopo una giornata di intense trattative. Il primo riguarda le ferie in agosto, che sono state confermate. Potranno essere chieste delle eccezioni solo su base volontaria, cioè se il dipendente accetta di fare le vacanze in un secondo momento. Il secondo è che non ci saranno ripercussioni per chi oggi ha incrociato le braccia.
Rimane invece in sospeso la questione legata alle ferie usate per “tamponare” il periodo di lockdown. In questo caso la decisione spetterebbe alla sede centrale della ditta, a livello nazionale. I sindacati porteranno avanti le trattative nelle prossime settimane e non si esclude che i dipendenti possano adire alle vie legali nel caso in cui non si dovesse trovare una soluzione.
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