
La Lega dei ticinesi non ci sta. E oggi prende oggi posizione sui "presunti atti razzisti avvenuti a margine della festa del 1. Agosto a Sonogno". E in particolare la Lega precisa che "in loco non c'era - come non c'è mai stato - un controllo d'accesso. L'accesso alla festa è sempre stato libero, sia durante la parte ufficiale sia durante il pranzo. A testimoni neutrali chiamiamo i giornalisti presenti che hanno potuto constatare la completa e libera accessibilità al capannone delle feste". Che "ha organizzato la festa di Sonogno in collaborazione con la locale società carnevale, la quale si è curata dell'organizzazione della ristorazione (alla festa erano presenti oltre 400 persone)". E che "durante la parte ufficiale e il pranzo non vi sono stati problemi". Secondo la Lega "il tentativo di accesso alla festa da parte della presunta vittima di discriminazione razziale è avvenuta dopo le 13.30, quando ormai la festa era in fase conclusiva". E l'intervento del Consigliere di Stato Marco Borradori e del Presidente Giuliano Bignasca "hanno potuto placare gli animi accesi delle due parti, tra la presunta vittima e il presunto autore (collaboratore della locale società di carnevale)". Il fatto, per la Lega, "è avvenuto tra due persone tra loro note, sia il presunto autore che la presunta vittima, perché abitanti in valle. In ogni caso le persone intervenute erano estranee alla Lega". Fatte queste precisazioni la Lega rimarca che "le affermazioni fatte dal presidente della commissione integrazione degli stranieri, Fulvio Pezzati, palesano il perché del fallimento della costosa politica d'integrazione". "Constatiamo infatti - si legge ancora nella nota stampa leghista - che i pregiudizi non esistono solo da parte di chi è sempre messo alla berlina per presunti atti razzisti. Pezzati si è subito scagliato contro la Lega, per “fatti molto gravi e discriminanti”, senza appurarne le fonti e la veridicità". E ancora: "Desideriamo sapere il perché questa persona si sia presentata alla festa, ormai in fase di conclusione. Sospettiamo che lo stesso si sia avvicinato a scopo provocatorio, in quanto: ci risulta che tra il presunto autore e la presunta vittima vi siano già stati dei diverbi legati a questioni finanziarie, dove la presunta vittima è in debito rispetto al presunto autore; la presunta vittima è persona nota alla giustizia e alla polizia, essendo già stato oggetto di arresto per reati legati a droga, furto, ecc". La Lega deplora dunque "che la sua festa del 1. agosto 2009 sia diventato un caso mediatico montato ad arte, gonfiato dai soliti giornalisti e accreditato dai soliti fuchi di Stato".
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