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Ticino
Un cambiamento «epocale» per il settore digitale ticinese: ATED diventa associazione mantello
Redazione
15 ore fa
L'associazione ticinese evoluzione digitale (ATED) diventa una casa comune per il mondo tecnologico e digitale ticinese: la parola al presidente Luca Mauriello: «Oggi le professioni legate al mondo ICT e a quello digitale sono tantissime»

Un cambiamento «epocale» per il settore digitale ticinese. L’Associazione ticinese evoluzione digitale (ATED), a 55 anni dalla sua fondazione, diventa associazione mantello. Una casa comune per il mondo tecnologico e digitale ticinese, di cui Ticinonews ha parlato con il presidente di ATED, Luca Mauriello

Questo cambiamento nasce da una situazione che si è sviluppata di recente nel mondo digitale. «Abbiamo chiesto alla nostra assemblea e ai nostri associati di cambiare da associazione ad associazione mantello», spiega Mauriello. «Questo perché oggi le professioni legate al mondo ICT e al mondo digitale sono tantissime, oltre duecento. Di solito si pensa sempre al piccolo informatico che arriva col carrellino e sostituisce il computer. In realtà, oggi esistono moltissime professioni e per questo motivo serviva una casa comune per tutti, dunque un'associazione mantello che potesse rappresentare, tramite delle altre associazioni, in verticale, i settori necessari a tutte le altre associazioni che rappresenteremo». 

Quattro neoassociazioni rappresentate

ATED, in particolare, rappresenterà quattro neocostituite associazioni. «La prima è Cyber Ticino. La cybersicurezza è un tema centrale, che tocca tutti noi in quello che facciamo», osserva Mauriello. «Esistono tanti professionisti cyber, è una professione ambita, richiesta dal mercato del lavoro e dunque un'associazione di categoria dedicata alle persone che lavorano all'interno del mondo cyber, di cui il presidente è Alan Bananti». La seconda associazione di categoria è invece l'Associazione Professionisti ICT, un'associazione che, come spiega il presidente di ATED, è nata per iniziare con uno studio di fattibilità nella realizzazione di un albo professionale. «Ad oggi, l'informatica è un po' sprovvista di ogni tipo di label di qualità sul personale, sulle persone che possiamo assumere. Questo albo potrebbe risolvere una serie di problemi». 

La terza associazione appartiene al ramo digital, e si occuperà, con un gruppo, di sviluppare e rappresentare il settore digitale, in continua evoluzione. In ultimo, la quarta associazione si occuperà di DPO, ossia, data privacy. «Riguarda tutto quello che concerne la nostra sicurezza dei dati. È dunque un'associazione dedicata a chi si occupa del mondo "legal tech", di quelle che sono le normative che vengono inserite all'interno del nostro modo di lavorare». 

Competenze «obsolete»

La questione dell'albo, però, rimane particolarmente centrale. Da un lato, il bisogno di informatici è sempre più grande, ma dall'altro non mancano i professionisti che faticano a trovare un posto di lavoro all'altezza delle aspettative. «Secondo gli studi degli ultimi World Economic Forum, in cui parlano di un 70% delle competenze che tutte le persone, in tutti i lavori, perderanno nei prossimi anni. Nel mondo tecnologico, queste competenze si perdono molto prima: ogni due o tre anni bisogna aggiornarsi, acquisire nuove competenze, perché quelle messe in atto sono obsolete. Ed è qui che nasce quella carenza di persone che faticano a trovare posti di lavoro, nonostante ci siano molte posizioni aperte». In tal senso, il consiglio del presidente di ATED è quello di riuscire a formarsi e acquisire le competenze necessarie al mercato del lavoro, richieste dai datori di lavoro. «È per questo motivo che l'associazione ha quattro percorsi di formazione attivi, di preparazione verso gli attestati professionali federali».