
Nei primi nove mesi dell’anno il turismo elvetico ha registrato quasi 33 milioni di pernottamenti. L'incremento del settore alberghiero svizzero rispetto al periodo gennaio-settembre dello scorso anno è stato di poco meno del 10%. È quanto emerge dai risultati provvisori dell'Ufficio federale di statistica. Ma se a livello nazionale c’è di che sorridere, diverso - in parte - il discorso relativo al nostro Cantone. Ticinonews ne ha parlato con la direttrice di Hotelleriesuisse Ticino Sonja Frey. “Per la Svizzera confermo che abbiamo circa un +10%, il che è molto buono. Questo anche grazie alla fine del Covid e al ritorno dei turisti dall’estero, così come gli svizzeri stessi che hanno voluto riscoprire il territorio”.
Ticino male ma non malissimo
Bene in Svizzera ma, come detto, ciò non vale esattamente per il Ticino, dove “c’è stato un calo del 4% rispetto al 2022, ma anche un aumento del 7,4% rispetto al 2019. Quindi non è andata così male”, spiega Frey. Ad aver influito sui risultati ticinesi “c’è sicuramente il fatto che negli ultimi anni noi abbiamo puntato tanto sul turista svizzero, che quest’anno ha però preferito andare all’estero, magari al mare”. Su cosa deve quindi puntare il turismo ticinese, perlomeno nel breve termine, per cercare di rimanere almeno a questi livelli? “Sicuramente ancora sul turismo svizzero, in particolare quello della Svizzera interna, ma anche su altri mercati, come l’Europa o i paesi arabi”. Frey ci ha poi spiegato che gli enti turistici si sono già attivati assieme a Ticino Turismo per attirare sempre più turisti, “anche durante i periodi un po’ più 'morti'”.

