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Ticino
Un buon settembre per il turismo ticinese
Un buon settembre per il turismo ticinese
Un buon settembre per il turismo ticinese
Redazione
10 anni fa
In controtendenza rispetto al resto della Svizzera, al Sud delle Alpi i pernottamenti sono aumentati del 5%

Il settore alberghiero svizzero ha registrato in settembre 3,4 milioni di pernottamenti, in aumento dello 0,7% rispetto allo stesso mese del 2015. Gli ospiti svizzeri hanno generato 1,6 milioni di pernottamenti (+1,0%) e i turisti stranieri 1,8 milioni (+0,4%).

Per aree geografiche, indica l'Ufficio federale di statistica (UST) sulla base di risultati ancora provvisori, la progressione più marcata in termini assoluti è stata fatta segnare dalla regione del Lago Lemano (+16'000; +6,4%), seguita da Ticino (+13'000; +5,0%), Vallese (+7'100; +2,3%) e Oberland bernese (+6'000; +1,6%).

Il record negativo, sempre in valori assoluti, spetta invece alla regione di Lucerna e del Lago dei Quattro Cantoni (-11'000 pernottamenti; -3,0%). Seguono la regione di Argovia (-8'200; -10,4%) e l'area Giura e Tre Laghi (-4'600; -5,6%).

Nonostante l'incremento dello 0,7% a livello svizzero, il settore turistico è abbastanza stagnante, fa notare il direttore di Ticino Turismo Elia Frapolli. In Ticino invece i dati sono in controtendenza e sono principalmente dovuti a tre fattori: sicurezza, qualità e flair mediterraneo. “La nostra regione è percepita come sicura, soprattutto dopo gli attentati terroristici della scorsa estate. Inoltre il clima mediterraneo, introvabile nelle altre regioni, abbinato alla qualità, è un potente mix che attira i visitatori” spiega Frapolli. “Da notare”, aggiunge, “il ritorno dei turisti germanici (+9,4%) e l’aumento delle persone provenienti dalla Francia, oltre alla sempre buona frequentazione da parte dei turisti provenienti dal resto della Confederazione (+10.2%)”.

L'ottimo risultato è comunque anche dovuto al lavoro degli albergatori: “Hanno saputo rendersi attrattivi, adattando i prezzi. Sono loro i principali artefici di questo buon risultato. I dati sono incoraggianti, ma non bisogna mai sedersi sugli allori. C’è ancora margine di miglioramento”.

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