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Ticino
Un buon 2022 per il turismo, più fatica in inverno: "Dobbiamo destagionalizzare"
Redazione
4 anni fa
Bene il Luganese, un po' meno le altre regioni, ma per il turismo ticinese il bicchiere è mezzo pieno. Lorenzo Pianezzi, presidente di HotellerieSuisse sezione Ticino: "Il 2022 estremamente positivo". Ma in futuro servirà alzare l'asticella.

Il 2022 per il turismo ticinese è stato un anno estremamente positivo. Non ai livelli del 2021, ma comunque al di sopra del periodo pre-pandemico. Stando alle cifre fornite da Lorenzo Pianezzi, presidente di HotellerieSuisse sezione Ticino, nel 2021 si sono registrati 2,9 milioni di pernottamenti, mentre le stime per il 2022 indicano che si arriverà a 2,6 milioni. "Abbiamo circa 300mila pernottamenti in più rispetto al periodo pre-pandemico”, spiega Pianezzi a Ticinonews. Il bicchiere è dunque più che mezzo pieno, ma c’è ancora margine di miglioramento, soprattutto per quel periodo che tradizionalmente viene sottovalutato, ovvero l’inverno. "D'estate siamo tutti quasi pieni. Siamo invece un po' carenti per i prodotti da promuovere in inverno. Una possibilità che si potrebbe sfruttare ulteriormente" ritiene Pianezzi.

La parola chiave: destagionalizzazione

Se nel 2022 si è lavorato tanto e bene, per il futuro servirà dunque alzare l’asticella e spingere il Ticino anche nel periodo più freddo. Secondo Angelo Trotta, direttore di Ticino Turismo, per “destagionalizzare” il turismo, parola chiave che ritorna a cadenze regolari, bisogna migliorare i servizi. “In inverno manca un po’ l’offerta. Penso per esempio alla navigazione, agli alberghi, ai ristoranti o alle boutique, che hanno un’offerta ridotta o addirittura restano chiusi”, spiega a Ticinonews. “Il turismo è una rete e il turista si aspetta di trovare questa rete aperta e fruibile. Ci sono tante possibilità per rendere le nostre città più attrattive in inverno. Per quanto riguarda l’inverno in montagna, sarebbe utile mantenere le strutture attuali per poter continuare a sciare se la neve lo permette. Ma bisogna anche diversificare l’offerta di prodotto. Si tratta di riconvertire e di creare offerta e domanda. Il tutto richiede un adattamento strutturale”.

Il periodo natalizio

Sentiremo parlare di destagionalizzazione, dunque, anche nel prossimo futuro. Ma intanto, il periodo natalizio com’è andato? “Nella settimana di Natale nel Luganese, dove ci sono alberghi che restano aperti tutto l'anno, abbiamo registrato un'occupazione del 50%", afferma ancora Pianezzi. "Il Locarnese è invece più stagionale. Mendrisiotto e Bellinzonese seguono con un numero di alberghi più ridotti rispetto ai due poli principali".