Cerca e trova immobili
Camere federali
Un bilancio della sessione visto dal Ticino, Marchesi: "Per la Vallemaggia ci aspettavamo di più"
Redazione
2 anni fa
Divergenze eliminate: nella penultima giornata della sessione invernale il parlamento ha approvato le proposte della Conferenza di conciliazione sul preventivo federale. A pagare lo scotto per le maggiori uscite a favore dell'esercito è l'aiuto allo sviluppo. La deputazione ticinese ha peraltro tracciato un quadro di questa sessione invernale, ormai al termine. A Ticinonews il punto con il presidente uscente Piero Marchesi.

Prima di chinarsi sulle finanze, il Consiglio degli Stati ha accettato di iscrivere nella Costituzione il principio di un'imposta immobiliare speciale per le case di vacanza. Un nuovo passo avanti, dunque, in vista dell’abolizione dell’imposta sul valore locativo. Un tema che sarà ora sottoposto alle votazioni finali. Ma oggi in agenda c’era soprattutto il budget 2025 della Confederazione. Ebbene, dopo lunghi dibattiti entrambe le camere hanno approvato le proposte della Conferenza di conciliazione. A pagare lo scotto per le maggiori uscite a favore dell'esercito è l'aiuto allo sviluppo che deve rinunciare a 110 milioni di franchi. Il campo rosso-verde ha espresso la propria frustrazione per i tagli alla cooperazione internazionale e criticato i tagli al personale della Confederazione. Il campo "borghese" ha invece insistito sull'obbligo costituzionale di rispettare il freno all'indebitamento in una situazione di finanze tese, con poco margine di manovra. Da qui la necessità di fissare delle priorità, nel caso concreto a favore della sicurezza e del riarmo del paese.

Un preventivo tanto discusso che porterà più soldi all’interno del Paese

Un preventivo che ha dunque fatto molto discutere, ma che alla fine però è stato approvato. “Era ormai da qualche anno che non era più tema di dibattito”, ci dice il consigliere nazionale Piero Marchesi (UDC). “L'obbiettivo è di risparmiare 4-5 miliardi in prospettiva, e questo ha di fatto portato ad ampie discussioni per poi arrivare ad una soluzione di compromesso in perfetto stile svizzero”. Marchesi ci ha infatti spiegato che si è dapprima cercato un accordo all’interno della Camera – sia Bassa che Alta – e poi tra le due Camere in quanto si è dovuto arrivare alla Conferenza di conciliazione che ha poi portato a questo risultato, “dove ci sono meno aiuti all'estero e più soldi all'interno del paese: per l'esercito, per l'agricoltura e per quelle che sono state definite le priorità per i prossimi anni”.

“Risanare le finanze facendo i compiti in casa”

Prima di ogni sessione il Ticino si pone degli obbiettivi in accordo anche con il Consiglio di Stato. In questa occasione “abbiamo cercato - anche all'interno del preventivo - di tenere conto di quelle che sono le esigenze cantonali, quindi evitare troppi riversamenti di costi sui Cantoni”. Il consigliere nazionale ha poi spiegato che è la stessa cosa che succede tra Cantone e Comuni, in quanto bisogna cercare di risanare le finanze “facendo i compiti in casa, e non girando questi costi su un livello istituzionale inferiore”.

Questione Vallemaggia

Non bisogna inoltre dimenticare che c’è ancora aperta la questione Vallemaggia, in quanto si è ancora in attesa di un’ulteriore risposta da parte della Confederazione. “Ci stiamo lavorando con il Consiglio di Stato, anche perché le risposte ottenute finora non sono state soddisfacenti”. Per il Ticino sono stati stanziati 7,5 milioni di franchi da parte del Consiglio federale, a cui vanno aggiunti gli interventi dell’esercito, “che hanno sicuramente un valore, ma ci si aspettava qualcosa di più sostanzioso”. Ma da Berna la risposta è stata chiara: nell’ambito delle leggi attuali non vi è margine di manovra per poter fare di più. “Dunque bisognerà vedere con il Coniglio di Stato, coinvolgendo però anche i deputati degli altri cantoni al fine di trovare una soluzione in merito a quali canali di finanziamento potranno essere attuati per ottenere una risposta migliore dalla Confederazione”.

L'intervista completa