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Lugano
Un benvenuto «da record» per le matricole dell'USI
È il bilancio delle giornate di orientamento offerte ai nuovi studenti dell'ateneo. Non mancano le novità anche a livello di programma e corsi di studio. In prospettiva, le sfide vertono sull'aumento della retta.

Si avvicina l'inizio del nuovo anno scolastico, e saranno in parecchi ad iniziare un nuovo percorso, in particolare all'USI: sono quasi 1'500 le nuove matricole che hanno preso parte alle giornate di benvenuto nelle diversi sedi del campus. «Abbiamo 1'453 nuove studentesse e studenti che hanno deciso di accordarci la loro fiducia. Questo è il numero più alto da quando l'ateneo è stato creato 30 anni fa e di questo siamo veramente molto orgogliosi. Abbiamo dato il kickoff prima ai programmi in italiano, poi a quelli in inglese e devo dire che avere le aule così piene è qualcosa di straordinario», spiega il prorettore alla formazione Gabriele Balbi. Un momento che da sempre suscita momenti contrastanti, sull'altro versante: «mi sento un po' timido perché sono una persona introversa, ma anche entusiasta perché studierò in un nuovo ambiente e mi farò nuovi amici», ci dice un nuovo studente di origini vietnamite. 

Novità nei programmi di studio

Le novità concernono anche l'ateneo, in particolare i suoi programmi di studio: «abbiamo un nuovo programma in partenza quest'anno, il Master of Science in Health. Il ruolo della salute, della salute pubblica, della comunicazione sanitaria è diventato talmente importante che abbiamo deciso di dedicare un master a questo tema», prosegue Balbi. Non solo: questo è il primo anno in cui si è scelto di adottare un numero chiuso per alcune proposte formative, come i bachelor in economia (in italiano), quello di comunicazione, o i master in management e finance. «La cosa interessante di questo nuovo elemento che abbiamo sperimentato, cioè il numero chiuso, è che nel frattempo sono cresciuti altri programmi che magari in passato avevano meno iscritti. Quindi evidentemente USI attrae per l'intera programmazione, non per un programma specifico. Questo è qualcosa di, credo, interessante su cui riflettere», spiega Gabriele Balbi. 

L'aumento della retta, dall'anno prossimo

Non sono le uniche sfide a cui è confrontata l'USI. Tra queste c'è anche l'aumento delle rette, deciso per far fronte alla riduzione dei finanziamenti pubblici. Il rincaro non toccherà le matricole di quest'anno, né quest'anno, né in futuro. Saranno invece soggetti gli studenti che si iscriveranno a partire dall'anno prossimo. «Sicuramente prima di fare questa azione, che non ci piace, non l'avremmo fatta se avessimo potuto. Abbiamo fatto un'analisi di quali sono le rette delle principali università, in particolare private, nel nord Italia. Abbiamo visto che alzando la retta a 5'000 franchi a semestre non ci distanziamo troppo, anzi siamo ancora un pochino più economici rispetto ad alcuni atenei privati del nord Italia. Questo ci impone una riflessione e uno sforzo ulteriore però. Dovremo fare uno sforzo ulteriore per essere in grado di offrire una programmazione ancor più di qualità». Tutta musica per il futuro. Ora, i pensieri vanno ai banchi ed ai libri: in questo senso, le sensazioni degli studenti sono più che positive. «Non vediamo l'ora di iniziare e basta. C'è tanta energia, tanta voglia», ci dice un altro studente.