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Ticino
Un avvio promettente per il Museo del LAC
Un avvio promettente per il Museo del LAC
Un avvio promettente per il Museo del LAC
Redazione
11 anni fa
Oltre 40mila persone hanno visitato con entusiasmo le proposte inaugurali al Museo d'arte della Svizzera italiana

Oltre 40'000 visitatori hanno accolto con entusiasmo le proposte inaugurali del neonato Museo d'arte della Svizzera italiana al LAC. Un avvio promettente sia per l'ottima risposta di pubblico, critica e stampa.

Soddisfatto il direttore Marco Franciolli: “È stata vinta una scommessa importante, riuscire ad avvicinare nuove tipologie di visitatori al museo. Dalla sua inaugurazione, un pubblico ampio e variegato ha accolto con entusiasmo l'offerta culturale del LAC e del museo”.

La scultura di Alberto Giacometti "L’homme qui marche" che si staglia sul paesaggio di Lugano è divenuta rapidamente un'icona del MASI e del LAC, e ha accompagnato i numerosi articoli apparsi sulla stampa nazionale e internazionale. Un'immagine forte e significativa per la nuova realtà museale di Lugano.

Domenica 10 gennaio si è chiusa l'esposizione “Orizzonte Nord-Sud”, con un finissage che ha visto una folta partecipazione di pubblico. Grande entusiasmo hanno suscitato anche l’installazione site-specific dell’artista emergente Zimoun 171 prepared dc-motors, cotton balls e la personale di Anthony McCall, visibile ancora fino al 31 gennaio. Le sue sculture di luce invitano i visitatori a giocare con lo spazio e le forme, offrendo una suggestiva esperienza sensoriale ed emotiva che ha conquistato il pubblico, in modo particolare quello più giovane.

Domenica scorsa si è chiusa anche la mostra Teatro di Mnemosine. Giulio Paolini d’après Watteau. L'esposizione, proposta nello Spazio -1 Collezione Giancarlo e Danna Olgiati, ha offerto un'occasione unica per ammirare nella sua completezza il ciclo pittorico di Paolini. 

Le numerose attività proposte dal settore della mediazione culturale e da LAC edu hanno inoltre contribuito in modo significativo ad infondere ulteriore vitalità al Museo, proponendo approcci diversi alle opere esposte. Visite guidate, laboratori creativi, poesia e musica integrate nel percorso espositivo, hanno infatti permesso a persone di ogni età di scoprire, approfondire e sperimentare modi diversi d'interpretare l'arte. Sono 170 le visite guidate e significativa è stata anche la partecipazione delle scuole che hanno portato al MASI quasi 200 classi.

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