
"La Polizia interviene contro la Gioventù Comunista per impedire la proiezione di “A serbian film”". Così titola il comunicato del Partito comunista, il quale prende posizione dopo che Samuel Lembo (nella foto), coordinatore della gioventù comunista, è stato denunciato per aver mostrato il film durante le giornate autogestite alla scuola cantonale di Commercio di Bellinzona.
La querela è partita, ricordiamo, giovedì scorso da parte del primo cittadino di Massagno Philippe Bouvet, per tutelare il "buon costume e la morale", considerato che il film, per le sue scene crude e violenti, è inadatto agli studenti minorenni.
A detta dei comunisti, a seguito della denuncia, una pattuglia in borghese della Gendarmeria si è presentata venerdì presso la sede del partito a Locarno, chiedendo del coordinatore del movimento giovanile, Samuel Lembo appunto, che aveva mostrato la pellicola incriminata. Ciò è avvenuto "senza fornire alcuna spiegazione, senza mandati e senza avvertire la Direzione del Partito proprietario dello stabile". "Vista l'assenza del diretto interessato", continuano, "egli è stato rintracciato successivamente e si è quindi presentato di sua spontanea volontà in procura, dove è stato sottoposto a un interrogatorio".
Dato che il film è stato proiettato a vari Festival, "dove è riconosciuto quale opera artistica", mentre in Ticino "si finisce perseguiti penalmente solo per averlo visionato", il partito comunista ritiene "di essere di fronte a un atto gravissimo a chiaro sfondo politico e intimidatorio per di più a ridosso delle elezioni cantonali".
Il partito si aspetta dunque che il DECS e la Direzione della Commercio intervengano a difesa della libertà: "I problemi interni alla scuola di ordine contenutistico e di comunicazione vanno discussi fra docenti, studenti, direzione e i rispettivi sindacati o organi di rappresentanza, non certo con l’intervento della polizia! Oggi si denuncia un allievo (intimorendo tutti gli altri ragazzi) per aver proposto un’attività durante le giornate autogestite, domani magari avremo la polizia a controllare quello che dicono gli insegnanti in classe. Quanto accaduto rappresenta un precedente pericoloso per la scuola pubblica, la cui libertà e indipendenza è stata violata!"
Il Partito Comunista chiama infine alla massima solidarietà "tutti i cittadini democratici, gli intellettuali e gli artisti, non solo nei confronti del coordinatore del proprio movimento giovanile ingiustamente perseguito, ma di tutta la comunità scolastica ticinese attualmente sotto attacco da questo moralismo censorio del tutto sproporzionato".
Per sostenere lo studente è stato pure aperto un conto corrente postale di solidarietà per contribuire alle spese legali. "Ogni offerta è da versare al CCP 69-3914-8 intestato al Partito Comunista con causale “Spese legali”".
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