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Ticino
Un anno positivo per le aziende ticinesi
Redazione
13 anni fa
Lo rileva un'inchiesta congiunturale della Camera di Commercio. Per il 2014 si prevede un buon andamento degli affari

Si è registrato un sensibile miglioramento nel 2013 per le aziende ticinesi. Parlare di ripresa generalizzata è eccessivo, ma rispetto agli ultimi 3 anni, contrassegnati da forti difficoltà legate sostanzialmente alla situazione del franco forte e alle difficolta della zona-euro, il 75% delle imprese ha giudicato positivo l'andamento degli affari nell'anno che sta per finire. Sono i dati rilevati da un'inchiesta congiunturale presentata stamattina dalla Camera di Commercio ticinese.

Andamento degli affari

L'andamento degli affari per il 2013 è giudicato sostanzialmente buono o eccellente dal 32% delle aziende, soddisfacente dal 43%, mediocre dal 21% e negativo dal 4%. Percentuali che sono sostanzialmente migliori rispetto al 2012.

Investimenti

Il livello generale di investimenti è stato soddisfacente, ritiene la Camera di Commercio. Il 46% delle aziende ha infatti effettuato degli investimenti ma il loro numero è ancora stagnante. Un fatto che preocuppa, soprattutto per le incertezze indotte dall'estero e create all'interno della Svizzera.

Occupazione

Dal punto di vista occupazionale è stata registrata una stabilità dell'effettivo per il 61% delle aziende, mentre il 23% ha aumentato il personale e il 16% lo ha ridotto. Rispetto allo scorso anno c'è una leggera tendenza al miglioramento.

Salari

Per quanto riguarda l'evoluzione salariale media all'inizio del 2013, solo il 5% delle imprese non ha concesso aumenti, mentre il 76% ha alzato i salari fra l'1 e il 6%.

Libera circolazione e manodopera estera

Per la prima volta quest'anno sono stati raccolti anche dati riguardanti l'assunzione di personale straniero. L'83% delle aziende ha rilevato che impiega manodopera proveniente dall'Unione europea. Solo nel 10% dei casi è impiegato personale extra-Ue.

Sull'effettivo generale, nel 40% dei casi la proporzione di lavoratori provenienti dall'UE supera la metà del totale del personale. Questo dato si verifica per il 53% delle aziende nei rami dell'industria e dell'artigianato. Per il ramo dei servizi e del commercio il valore si attesta sul 31%.

La metà delle aziende intervistate ha motivato l'assunzione di personale straniero per la mancanza di manodopera locale. Un dato che "non rappresenta una sorpresa particolare" scrive la Camera di Commercio "considerando la scarsità di manodopera indigena in taluni settori come l'edilizia o parti dell'industria". Solo l'11% delle aziende ha ammesso di far capo a manodopera estera perché meno costosa.

Più preoccupante è stata considerata la risposta riguardo alla formazione della manodopera straniera. Il 26% delle aziende la ritiene meglio formata e il 13% rileva come alcune competenze in Svizzera siano totalmente inesistenti. "Questo è un chiaro campanello d'allarme sul nostro sistema formativo" si legge nella nota.

Previsioni per il 2014

Le previsioni per il 2014 sono sostanzialmente positive, in linea con la tendenza rilevata a livello svizzero. Il 73% delle imprese prevede un andamento degli affari da soddisfacente a buono nei prossimi sei mesi, mentre il 74% anche oltre i sei mesi.

Per l'occupazione si stima un buon livello di stabilità con il 75% della aziende che segnala l'intenzione di mantenere l'effettivo attuale.

La propensione agli investimenti è confermata dal 41% delle imprese, dato in linea con le previsioni prudenziali espresse anche nel 2012. La Camera di Commercio rivela però che per gli investimenti futuri sembra esservi una pericolosa posizione attendista, per verificare se i vari tentativi di abbattere alcuni capisaldi del sistema svizzero avranno successo in consultazione popolare (per esempio l'iniziativa 1:12, la proposta d'introduzione di un'imposta di successione federale, la votazione sul reddito minimo a livello federale di 4000 franchi o l'introduzione di un reddito di cittadinanza garantito). "Queste incertezze" scrive la Camera "minano alla base non solo l'attratività della Svizzera nel constesto internazionale, bensì anche la propensione all'investimento delle aziende già presenti sul territorio, il che stride con il dato positivo sull'andamento degli affari". Preoccupazioni che sono condivise anche negli altri cantoni.

Ascolta l'intervista di Radio 3i al direttore della Camera di Commercio Luca Albertoni nell'allegato qui sopra

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