
Il dato più significativo dell’anno scolastico 2020/2021 è apparentemente il più scontato: malgrado la pandemia e le restrizioni sanitarie, la scuola è rimasta aperta e non si è dovuto ricorrere nuovamente alla didattica a distanza come accaduto in occasione del confinamento della primavera 2020. Scuole comunali, scuole medie, scuole speciali, scuole medie superiori, formazione professionale e servizi di orientamento hanno quindi potuto portare a termine i rispettivi mandati educativi, assicurando la progressione degli allievi nel percorso della scolarità obbligatoria, orientandoli nel passaggio verso le formazioni successive, continuando a prendersi carico allievi con bisogni particolari, portando agli esami di maturità gli allievi del medio superiore e alle procedure di qualificazione gli allievi della formazione professionale di base e superiore.
“Un anno soddisfacente”
“Un anno soddisfacente soprattutto per gli allievi che hanno diritto a questa istituzione anche in situazioni difficili. Ci sono state quarantene, le mascherine, le protezioni. Tutte restrizioni alle quali ci siamo abituati”, ha commentato il presidente del Consiglio di Stato Manuele Bertoli. L’ordinario in questo anno e mezzo di pandemia si è trasformato in straordinario: “Straordinario in tutti i sensi, con tutte le cose difficili da sopportare con tutte le particolarità come l’irruzione forte della tecnologia nella scuola che per noi è stata una bella scoperta”.
Opportunità di socializzazione
“Accanto al mandato formativo, la scuola ha anche assunto un importante ruolo sociale. Nel settore educativo le ripercussioni della pandemia sul benessere degli allievi di tutti gli ordini scolastici sono state osservate già durante il confinamento della scorsa primavera”, spiega il Decs in una nota stampa. Oltre a permettere di continuare il percorso di scolarizzazione, la scuola ‘aperta e in presenza’ ha dunque offerto a tutti gli allievi opportunità regolari e stabili di relazione e socializzazione, a sostegno del benessere individuale e sociale.
“Grazie agli sforzi e ai sacrifici degli attori scolastici”
Il raggiungimento dell’obiettivo di mantenere una scuola il più possibile ‘in presenza’ è stato raggiunto grazie “agli sforzi, ai sacrifici, alla flessibilità e anche alla creatività messi in campo dagli attori scolastici”, sostiene il Dipartimento. I docenti hanno infatti dovuto adattare le pratiche d’aula e d’insegnamento, così come le forme di collaborazione tra colleghi, mentre le direzioni hanno creato le condizioni organizzative necessarie per il rispetto delle misure di protezione. Le tecnologie digitali, diversamente da quanto accaduto durante il primo confinamento, hanno giocato un ruolo sussidiario permettendo agli allievi e alle classi in isolamento o in quarantena di evitare eccessive lacune di apprendimento. Si tratta quindi di un obiettivo “ambizioso” che ha generato “oneri, responsabilità e carichi di lavoro eccezionali e straordinari, giustificabili unicamente dall’emergenza sanitaria”.
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