
Un 50enne del Luinese è stato condannato ieri dai giudici della quarta Corte d’Appello di Milano a un anno di reclusione (sospeso condizionalmente) per una serie di pedaggi autostradali non pagati. I fatti, riferisce La Prealpina, risalgono al 2012. Il 50enne era passato a scrocco ben 191 nell’arco di 6 mesi attraverso i varchi dell’autostrada A8 Milano-Varese riservati ai veicoli con Telepass, semplicemente accodandosi al veicolo che lo precedeva.
L’automobilista non ha però fatto i conti con la perseveranza di Autostrade Spa che lo ha denunciato all’Autorità giudiziaria. Il 50enne è stato condannato sia in primo grado sia ieri in appello per truffa. Oltre alla pena detentiva sospesa, per l’automobilista ci sono anche conseguenze finanziarie: dovrà infatti risarcire oltre 2'000 euro al gestore autostradale, parte offesa nel processo.
Il difensore dell’imputato ha già fatto sapere che impugnerà in Cassazione il verdetto dei giudici milanesi. A suo direi fatti sarebbero stati erroneamente qualificati come truffa. "Dov’è l’artificio e raggiro alla base della truffa se l’auto è stata fotografata ed era facilmente identificabile?", ha argomentato.
Negli scorsi anni Nivi Credit, la società esterna incaricata da Autostrade (come pure da Pedemontana) per recuperare gli scoperti, aveva inviato solleciti anche in Ticino riguardanti anche passaggi registrati nel 2010 o addirittura nel 2009. Detto, fatto: nell'estate del 2017 diversi automobilisti ticinesi si sono visti recapitare una richiesta di pagamento da parte di una ditta di Coira che agisce per conto della Nivi Credit. E le fatture sono decisamente salate: oltre all’importo dei mancati pedaggi, la ditta grigionese fattura ben 49.- di spese aggiuntive come "rimborso dei costi dei servizi legali" (vedi articoli suggeriti).
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