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Ticino
Un altro taglio di una siepe finisce al Tribunale federale
Un altro taglio di una siepe finisce al Tribunale federale
Un altro taglio di una siepe finisce al Tribunale federale
Redazione
8 anni fa
I giudici di Mon Repos hanno respinto il ricorso di due comproprietari di un appartamento del Luganese

Dopo il caso portato alla luce ieri dal Corriere del Ticino di una lite tra vicini culminata in Appello per determinare l’altezza di una siepe, ecco che negli scorsi mesi una vertenza analoga è finita addirittura fino al Tribunale federale (TF) di Losanna.

Protagonisti della vicenda sono due comproprietari di un appartamento in un condominio di Gravesano che nell’agosto del 2015 avevano segnalato al Municipio una serie di comportamenti da loro ritenuti scorretti e illeciti di vicini e altre persone nell'ambito della manutenzione dei giardini, invitandolo ad adottare determinati provvedimenti, in particolare riguardo al taglio di una siepe. Il Municipio aveva indicato che l'avvenuto taglio rispettava l'altezza massima prescritta dalle norme comunali, ma la spiegazione non aveva convinto i diretti interessati, che avevano ricorso al Consiglio di Stato.

Il 3 maggio 2017, tuttavia, il Governo aveva respinto il gravame e lo stesso aveva fatto in seconda istanza anche il Tribunale cantonale amministrativo (TRAM). Contro quest’ultima sentenza, datata 17 agosto 2018, i due comproprietari avevano presentato ricorso al Tribunale federale postulando l'astensione di giudici federali e cancellieri sulla base di precedenti sentenze emanate nei loro confronti con le quali dei loro ricorsi erano stati dichiarati inammissibili. I supremi giudici losannesi hanno ritenuto “priva di fondamento” questa domanda in quanto “la dichiarazione di inammissibilità di gravami non implica infatti una parvenza di imparzialità”.

Pure respinta in quanto tardiva la tesi, “formulata con due mesi di ritardo”, secondo cui uno dei consiglieri di Stato avrebbe dovuto astenersi volontariamente dal voto in quanto la comproprietaria di un appartamento del condominio, che non avrebbe tagliato una siepe secondo le modalità da loro prospettate, sarebbe la sua collaboratrice personale.

"Riguardo il taglio della siepe - si legge nella sentenza del 30 ottobre scorso pubblicata oggi - la Corte cantonale ha ritenuto che essa non costituirebbe un'opera di cinta ai sensi dell'art. 10 delle norme di attuazione del Piano regolatore, per cui la relativa vertenza parrebbe rivestire una natura meramente civilistica. Ne ha correttamente concluso che non si potrebbe pertanto rimproverare al Municipio di essere rimasto inattivo in tale ambito, rilevato ch'esso è nondimeno intervenuto". Il ricorso dei due ricorrenti, che "non dimostrano l'arbitrarietà di questa conclusione", è stato pertanto respinto e a loro carico sono pure state poste le spese giudiziarie di 500 franchi.

Non è la prima volta che la Corte federale è chiamata a decidere su vertenze legate a siepi ticinesi. I giudici di Mon Repos si sono infatti espressi in merito in almeno altre due occasioni: in un caso avevano ritenuto inammissibile il ricorso di un ticinese che aveva accusato due giardinieri di violazione di domicilio, nell'altro avevano dato ragione a una famiglia tedesca di Gambarogno sanzionata per non aver potato la siepe (vedi articoli suggeriti).

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